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mercoledì 27 aprile 2016

La possibilità del mutamento

AOSTA
Quest'anno il tema del festival "Les Mots" è
Le SFIDE non si vincono mai da soli
Replicante teatro continua a scandagliarlo
giovedì 28 aprile 2016 alle ore 21:00 in piazza, E. Chanoux

Vi aspettiamo


TI DICO UN LIBRO
"del Purgatorio"
dalla Commedia di Dante


Dicono i versi
Barbara Caviglia
e
Andrea Damarco

Commenta Laura Costa


Dibattono con il pubblico:
Maurizio Abbà, pastore valdese ad Aosta Courmayeur  Ginevra
Maurizio Bergamini, Presidente Associazione Valdostana Volontariato Carcerario onlus
Silvia De Maria, atleta
Enrico Montrosset, studioso di filosofia
Luigi Porta, educatore della Casa Circondariale di Brissogne
Vrabie Viorel Iuulian, tipografo


"Poi pinse l'uscio a la porta sacrata,
dicendo:"Intrate; ma facciovi accorti
che di fuor torna chi 'n dietro si guata"
Pg, IX 130-132
-->

È possibile non voltarsi indietro e "lasciare andare", 
accogliere il concetto di mutamento?



lunedì 22 febbraio 2016

ATEISMO PRATICO E IMPEGNO DEI CREDENTI: UN LIBRO DI LEO SANDRO DI TOMMASO



per selezionare un'immagine alla volta: cliccare sul testo


Il 900° anniversario del dies natalis di Anselmo ha consentito all’autore, che ha collaborato, nel suo piccolo, a far conoscere in Valle d’Aosta la recezione di Anselmo da parte del protestantesimo, di prendere spunto dal pensiero del Doctor magnificus per riflettere sulla fede operosa dei cristiani dei nostri tempi e sulle possibili vie per dimostrare fattivamente la loro fede. Lo stesso Evangelo afferma che alla fine, tra la fede, la speranza e l’amore, quest’ultimo rimarrà per sempre. E non è detto che esso sia appannaggio dei soli credenti.
(tratto dalla IV di copertina).





- Leo Sandro Di Tommaso,
Ateismo pratico e impegno dei credenti 
Omaggio ad Anselmo di Aosta nel IX centenario della sua morte
Prefazione di Donatella Corti,
Roger Sarteur Editore, Aosta, 2009, pp. 64.

domenica 21 febbraio 2016

Dissidenza religiosa e Riforma protestante in Valle d'Aosta


- Leo Sandro Di Tommaso, Dissidenza religiosa e Riforma protestante in Valle d'Aosta   
Roger Sarteur Editore, Aosta, 2008.

Non si fa ricerca storica per glorificare un popolo, ma certamente il popolo valdostano è stato esaltato spesso dalla storia per eventi a cui non ha partecipato perché diretti dalle classi egemoni, magari contro il popolo e i suoi interessi. La Riforma in Valle d'Aosta si manifestò, con la vistosa eccezione delle parrocchie luterane, come silenziosa adesione e duratura resistenza di circa settanta anni e come esplosione inaspettata rispetto alla fisionomia religiosa della popolazione, del clero e dell'aristocrazia. Per questo essa appare come un fenomeno apparentemente inspiegabile, un'isola nel mare magnum della tradizione cattolica.
Questo lavoro, sebbene si occupi soprattutto della storia della Riforma in Valle d'Aosta, cerca anche di restituire al pubblico dei lettori e degli studiosi la storia religiosa di questa zona dell'alto Medio Evo alla Controriforma, raffigurandola come un trittico che vede al centro incunearsi il settantennio inopinato della resistenza riformatrice, mentre ai quadri laterali si situano due lunghi periodi di ortodossia, in cui, prima e dopo la Riforma, l'unica o quasi manifestazione di devianza fu la stregoneria. Questo quadro rende specifica la Riforma in Valle d'Aosta, dandole caratteristiche che non si vedono e che si appiattiscono, se si inserisce questa fase della storia valdostana nell'ambito della Riforma in Piemonte.
(tratto dalla IV di copertina)


lunedì 7 aprile 2014

Attualità di Bonhoeffer



Attualità di Bonhoeffer
a cura di Sabina Baral
Fulvio Ferrario, Bonhoeffer, 2014, Carocci editore


"Bonhoeffer" è l'ultimo libro del prof. Fulvio Ferrario pubblicato da Carocci 
nella collana "Pensatori". 
L'autore, professore di teologia sistematica alla Facoltà valdese di teologia di Roma, 
interverrà sull'attualità del celebre teologo tedesco sabato 12 aprile alle ore 17, 
presso il Centro culturale protestante di Milano
Al prof. Ferrario rivolgiamo alcune domande sul suo lavoro e sulla figura dell'importante pastore luterano, 
divenuto un simbolo della resistenza al nazifascismo. 
Tra le opere importanti di quest'ultimo ricordiamo "Resistenza e resa", "Sequela" e "La vita comune".
Prof. Ferrario, va detto che su Dietrich Bonhoeffer esiste una vasta bibliografia. 
Come mai un editore non religioso (seppur non digiuno di teologia) ha voluto dedicare un'ulteriore monografia
a questa figura?
L’editore intendeva inserire nella collana “Pensatori”, dedicata essenzialmente a filosofi, 

qualche figura teologica protestante del Novecento
e mi ha chiesto di scegliere tra Barth, Bultmann e Bonhoeffer. Devo dire, peraltro, che nella letteratura bonhoefferiana 
disponibile nella nostra lingua, effettivamente ampia, non sono molte le presentazioni complessive della teologia 
di questo autore e la principale, dovuta ad Alberto Gallas, prematuramente scomparso, non ha un taglio introduttivo.

La teologia di Bonhoeffer è indissolubilmente legata alla sua vita, così drammaticamente irripetibile: come mai, allora, accade che chi lo legge lo avverta come un teologo assolutamente attuale: uomo, pastore, professore, teologo di oggi?
Da un lato, direi che la figura di Bonhoeffer è, semplicemente, affascinante e il fascino non si può ridurre 

a categorie meramente concettuali: è una realtà al tempo stesso stagliata e indefinibile, 
che mi sembra giusto rispettare, e amare, come tale. Dall’altro lato si può osservare che l’opera più nota 
del teologo (che non è, propriamente, un’“opera”, ma una raccolta di lettere, quelle dal carcere) si presta 
almeno a tre livelli di lettura. 
Chiunque può leggerla come impressionante testimonianza umana, come il Diario di Anna Frank, 
gli scritti di Etty Hillesum o le lettere dei condannati a morte della Resistenza europea; 
chi cerca di vivere la fede cristiana, poi, lo può leggere come itinerario spirituale, 
che non cessa di mobilitare lo spirito e la mente; chi, infine, ha un interesse teologico, 
può cogliere nel testo spunti altamente originali che, proprio per il loro carattere frammentario e irrisolto, 
mantengono una caratteristica apertura, che non può non appassionare. 
Questa pluralità di livelli di lettura non è frequente nella letteratura teologica e contribuisce parecchio 
alla popolarità di Bonhoeffer.

Bonhoeffer è stato un grandissimo teologo, che però ci avverte: il «discorso sulla fede» 
non deve mai prevalere sulla fede stessa. E nelle sue ultime riflessioni, dal carcere, ritiene che le parole «religiose» 
È un insegnamento ancora valido? E che cosa significa oggi?
Nel Novecento abbiamo imparato che ogni riflessione teorica è contestuale. Il discorso bonhoefferiano 

sul “cristianesimo non religioso” appare, oggi, estremamente attuale nel quadro del mondo ricco e secolarizzato. Personalmente ritengo che, ad esempio in Europa, il cosiddetto “ritorno del religioso” sia un fenomeno limitato 
e che la grande tendenza vada nel senso del passaggio dalla secolarizzazione alla vera e propria “areligiosità”. Non solo le risposte, ma le stesse domande alla base del discorso “religioso” sembrano rimosse. 
“D’onde veniamo?” “Dove andiamo”? 
Per molti nostri contemporanei veniamo da casa e andiamo in ufficio, punto. 
La vita, l’amore, la sofferenza, la morte, sembrano poter essere vissuti in un orizzonte totalmente secolare e sganciato da riferimenti a Dio. In questo senso, dunque, Bonhoeffer ha molto da dirci.

È senz’altro vero che se la fede cristiana non impara a rivolgersi all’essere umano non religioso essa è, 
almeno nel nostro mondo secolarizzato, condannata all’irrilevanza. Non è così?
Certamente. Per altro verso mi chiedo se il nucleo del messaggio cristiano 

(ad esempio come è espresso in I Cor. 15, 3 s.: Cristo morì per i nostri peccati secondo le scritture; 
e fu sepolto; e fu risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture) possa essere “tradotto” in termini 
“non religiosi”. Naturalmente non è questione di parole, quelle si possono (forse...) trovare. 
Ma la fede non espone una dottrina sul mondo o su Dio, bensì racconta la storia di Gesù e i personaggi 
sono quelli. I principali sono noti. Non so se i loro nomi siano “religiosi”, di per sé pare di no: 
Padre, Figlio, Spirito (o Vento) sono parole anche secolari, ma non saprei separarle da una storia 
e da una grammatica specifiche. Esse plasmano la vita quotidiana e profana, ma al tempo stesso 
vanno oltre. 
Bisogna riconoscere, del resto, che Bonhoeffer stesso, mentre dichiara la necessità 
di un linguaggio non religioso, è piuttosto parco di indicazioni concrete sui suoi contenuti.

7 aprile 2014

tratto da: www.chiesavaldese.org

martedì 12 febbraio 2013

LA FAUNA DELLA VALLE d'AOSTA: UN LIBRO DI FOTOGRAFIE DI RARA BELLEZZA



UN LIBRO DI SPLENDIDE FOTOGRAFIE!
I TESTI A CORREDO SONO DIDATTICI E QUALIFICATI
Un libro utile anche per imparare a rispettare gli animali 
come soggetti viventi

Roberto Andrighetto
Fotografo di natura


ATTIMI
un anno con la fauna
della Valle d'Aosta


testolineditore, Sarre, 2012, pp. 205

Presentazione di
Moreno Vignolini
Introduzione di
Massimo Bocca Direttore del Parco Naturale Mont Avic

Marcella MARCONI ha collaborato alla revisione dei testi


FOTO E TESTI
Roberto Andrighetto

GRAFICA E IMPAGINAZIONE
Matthieu Carlon, Pierpaolo Testolin

REALIZZAZIONE
Tipografia Testolin Bruno
               Sarre


QUATTRO STAGIONI DI SPLENDIDE FOTOGRAFIE 
CON PASSIONE, TENACIA E COMPETENZA

Roberto ANDRIGHETTO, 
è l'Autore:

Il mio è un percorso fotografico lungo più di 20 anni alla ricerca dei 
misteriosi e spesso invisibili abitanti della montagna.
Vent'anni, "armato" di scarponi, binocolo e macchina fotografica,
trascorsi a percorrere le meravigliose montagne della mia terra,
tra rocce, praterie alpine e foreste. Talvolta in solitudine a contemplare e
assaporare i silenzi pieni di significato e presenze della natura, altre volte 
con amici a condividere le emozioni suscitate dalla vista di animali più o 
meno rari nel loro ambiente naturale. 
Perché allora il titolo "Un anno con la fauna in Valle d'Aosta"?
Perché si tratta di un percorso ideale che si svolge da gennaio a dicembre, 
di un racconto fotografico fatto di incontri spesso difficili e inaspettati
con la fauna alpina. Fotografare lepri, pernici, ermellini, aquile, gipeti e altri
animali in ambienti selvaggi e ostili, con più di 10 chili di attrezzatura sulle
spalle, non è facile! Sono state centinaia le volte che questo peregrinare
non mi ha portato a nulla, se non ad accrescere le mie aspettative.
La gioia, invece, era ancora più grande se il mio vagare si concludeva con
qualche incontro che mi sarei portato dietro per sempre, impresso un
tempo su pellicola e ora in una card digitale.
La magia della fauna alpina è fatta, oltre che della irripetibilità di ogni
immagine, anche di queste fatiche ed emozioni.
(tratto da p. 9)

martedì 18 dicembre 2012

La Bibbia: Racconto di Dio nella Storia



La storia nella Bibbia e la Bibbia nella storia

La Bibbia come fonte storica e il contributo dell'archeologia
La natura della storia biblica
Le riletture della storia biblica nella storia

La Bibbia è il racconto di un Dio che, rivelandosi nella storia, accetta di farsi raccontare secondo una prospettiva storica. Accostarsi alla Bibbia come a un racconto storico che confermi la storicità dei fatti narrati o, viceversa, considerarla un insieme di leggende prive di fondamento storico significa tuttavia condannarsi a una lettura fuorviante.
L'autore affronta in queste pagine la duplice dimensione della storia nella Bibbia e della Bibbia nella storia, facendo il punto sul dibattito storiografico, sui rapporti tra storia e fede e sulla liceità dell'utilizzo della Bibbia come fonte storicamente attendibile.


Il libro
Luciano Zappella
Bibbia e storia
pp. 190
Bibbia, cultura, scuola, 4
f.to cm 14,5 x 21


tratto da: 

lunedì 12 novembre 2012

TESSERE PERCORSI DI GIUSTIZIA E DI BELLEZZA


Marilena TERZUOLO
SCULTURE DI TESSUTO
Percorsi tra arte, artigianato e spiritualità

Con interventi di

Paolo De Benedetti
Luigi Ghia
Daniela Grassi

2011, Editrice Impressioni Grafiche
Acqui Terme (AL)

Ha contribuito alla pubblicazione
l'Associazione "Tessitura e oltre"

Testi elaborati o scelti da Marilena Terzuolo
Immagini di Francesca Giaccone, Mario Franco, Fosco Muraro
Progetto a cura di Vittorio Rapetti

con Glossario




tratto da p. 8:
Mi piace pensare di essere riuscita a portare un piccolissimo seme
affinché bellezza e giustizia possano camminare insieme per le vie 
del mondo
                                                                 Marilena Terzuolo


tratto dalla IV di copertina:
Sarebbe improprio definire "arazzi"
le opere tessili di Marilena Terzuolo:
i suoi tessuti infatti posseggono una fisicità
che li fa immediatamente tridimensionali,
non soltanto per la tecnica usata,
ma per la capacità dell'artista
di dare corpo alla sua ispirazione.
Dall'antica base della tela si alzano
profumi di terra e di mare, di legni e di gesti,
luci potenti e assolute di soli e di montagne.

IN QUESTO VOLUME sono raccolti alcuni dei numerosi lavori
al telaio creati da Marilena Terzuolo, accompagnati da testi,
organizzati in una sorta di percorso esistenziale:
così l'autrice - in opere e in parole - ci apre alla ricerca di Dio,
              costantemente rinvia alla Parola,
insieme alla gioia e al dramma della vita umana,
rinnovandoci la testimonianza di uomini e donne,
che di tale ricerca hanno fatto il motivo di fondo della vita stessa.
Un percorso che si sviluppa tra fili, nodi e telai:
l'abilità delle mani che intrecciano e tessono
non solo ci conduce sulle tracce di un'arte antica e affascinante
- che l'autrice impiega in modo originale - ,
ma ci rimanda alla trama delle nostre relazioni e ci sollecita
ad una apertura al mondo e alla solidarietà tra le persone e i popoli.


www.impressionigrafiche.it

tessituraeoltre.blogspot.it

www.dodiciceste.org

martedì 1 maggio 2012

Amicizia e Dialogo

Vent'anni d’amicizia con Norberto Bobbio






Bobbio, uomo d'amicizia e di dialogo
Bobbio e la riflessione sulla politica
Bobbio, agnostico sensibile ai temi morali e alla religiosità

Allievo e poi amico di Norberto Bobbio, Enrico Peyretti propone in queste pagine un resoconto di quasi vent'anni di dialoghi e discussioni con Norberto Bobbio, dal 1984 a poco prima della morte del grande filosofo, nonché la trascrizione di trentanove sue lettere inedite.
Tra i temi toccati ci sono la politica, in primis quella di pace e nonviolenza, il senso della vita, la religione, la fede, la mitezza - di cui Bobbio scrisse un mirabile elogio -, il male e la morte, senza dimenticare l'amicizia, grande sostegno dell'esistenza.
Un confronto tra un credente che con Marco 9,24 prega "Signore, vieni in aiuto alla mia incredulità" e l’agnostico Bobbio, acutamente sensibile ai temi morali, ai grandi interrogativi sulla vita e alla religiosità.



Il libro
Enrico Peyretti
Dialoghi con Norberto Bobbio
su politica, fede, nonviolenza
Con 39 lettere inedite del filosofo
Nostro tempo, 110
pp. 256




L'autore
Enrico Peyretti, ricercatore per la pace presso il Centro studi "Sereno Regis" di Torino, è membro dell'Italian Peace Research Institute. Ha fondato e diretto (dal 1971 al 2001) il mensile "il foglio".
Tra le sue pubblicazioni, segnaliamo: La politica è pace (Assisi, Cittadella, 1998); Per perdere la guerra (Torino, Beppe Grande editore, 1999); Dov'è la vittoria? Piccola antologia aperta sulla miseria e la fallacia del vincere (Nogarine, Il Segno dei Gabrielli, 2005); Esperimenti con la verità. Saggezza e politica di Gandhi, Villa Verucchio, Pazzini, 2005); Il diritto di non uccidere. Schegge di speranza (Trento, Il Margine, 2009).







mercoledì 7 marzo 2012

collana Spiritualità: Piccola guida alla preghiera

Pregare con l’aiuto della Bibbia 
e dell'immaginazione

UN LIBRO CLAUDIANA EDITRICE

John Pritchard
Piccola guida alla preghiera
pp. 214
Spiritualità, 2
f.to cm 12 x 20
Come e quando pregare
Pregare da soli e con gli altri
Pregare quando le cose si fanno difficili


Nonostante la consapevolezza della propria natura spirituale e il reale desiderio - e a volte addirittura il bisogno - di parlare a Dio, per molti di noi pregare è difficile.
In questo agile manuale, John Pritchard ci mostra - con l’aiuto di citazioni, racconti, riflessioni, esempi e suggerimenti - come riconoscere il divino nella vita di tutti i giorni e come rallentare il passo per riuscire a coglierlo.
Un viaggio verso quell'avventura spirituale che ci porta oltre noi stessi, aiutandoci ad aprire il nostro cuore e a sviluppare la nostra piena umanità.

L'autore
John Pritchard,
laureato in Diritto e Teologia, è il vescovo anglicano di Oxford.


tratto da:
www.claudiana.it

giovedì 6 ottobre 2011


L’Editrice Queriniana
a Francoforte 2011

(Halle 5.1, C 902)


L’Editrice Queriniana di Brescia partecipa, come ogni anno, con le sue novità librarie alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte (12-16 ottobre 2011).
Un’autentica novità è
la Storia della teologia, realizzata da un gruppo di teologi e storici delle dottrine cristiane, diretti da Jean-Yves Lacoste, uno dei più noti teologi francesi contemporanei. Mancava una storia della teologia breve e leggibile, e completa nella sua scansione storica, pensata per la scuola di teologia ma anche per i corsi di filosofia.
Da segnalare anche il libro Filosofia e teologia nel pensiero di Martin Heidegger, un contributo eccezionale alla storia della filosofia e della teologia, firmato dal docente dell’università di Strasburgo, Philippe Capelle-Dumont.
Viene presentata anche una Antologia del Novecento teologico, edita da Rosino Gibellini, che raccoglie testi significativi della teologia del Novecento. L’insieme dei testi, che si sviluppano da Harnack e Barth fino ai teologi interpreti della post-modernità, costituisce una percorribile breve Biblioteca della teologia del XX secolo.
In campo biblico sono presenti due grandi opere, una Breve introduzione alla Bibbia ebraica del biblista John Collins della Yale University; e il Compendio delle parabole di Gesù (a cura del biblista tedesco Ruben Zimmermann), che raccoglie e commenta tutte le parabole, e che costituisce una sintesi esaustiva, che si tenta in questi termini completi per la prima volta nella storiografia biblica.
Citiamo anche la nuova edizione, rivista e aumentata, aggiornata fino ai più recenti documenti, della Introduzione alla dottrina sociale della Chiesa del padre gesuita, direttore emerito de “La Civiltà Cattolica”, Bartolomeo Sorge.
Saranno presenti anche gli ultimi fascicoli (disponibili gratuitamente) di Concilium. Rivista internazionale di teologia, che affronta sempre temi controversi di attualità.

martedì 20 settembre 2011

giovedì 1 settembre 2011

INTRODUZIONE ALLA STORIA DELL'ISRAELE BIBLICO





Mazzinghi Luca


STORIA D'ISRAELE DALLE ORIGINI AL PERIODO ROMANO
Anno: 2010 (gennaio)
Edizione: 2
Pagine: 208
Collana: Studi biblici

EDB - Edizioni Dehoniane Bologna



Descrizione dell'opera

Il volume costituisce uno strumento per meglio comprendere la Bibbia e il pensiero teologico di Israele alla luce del suo sviluppo storico. A tal fine affronta lo studio degli eventi e dei principali temi legati alla storia d'Israele, dando spazio più alla storia delle idee che ai fatti nudi e crudi.
A differenza delle varie Storie d'Israele attualmente disponibili sul mercato italiano, per lo più indirizzate a un pubblico specializzato, le pagine dell'autore si rivolgono a quanti affrontano l'argomento per la prima volta e senza preparazione specifica, offrendo un 'manuale di base' pensato per un primo impatto con la materia.
Il testo si presenta infatti semplice e chiaro, rimandando alla bibliografia in nota per gli indispensabili approfondimenti. Esso tuttavia non rinuncia ad affrontare con serietà e completezza problemi complessi e molto dibattuti, come ad esempio la spinosa questione delle origini di Israele.

Sommario

Prefazione. Prefazione alla nuova edizione. Introduzione. La terra della Bibbia. 1. Il problema del metodo. 2. Le origini di Israele. 3. Gli inizi della monarchia. 4. I due regni fino alla caduta di Samaria. 5. Il regno di Giuda dal 722 all'esilio babilonese. 6. Sotto l'impero persiano. 7. L'epoca ellenistica. 8. Sotto il dominio di Roma. Tavola cronologica. Glossario. Breve bibliografia ragionata.

Note sull'autore

Luca Mazzinghi è docente di Antico Testamento alla Facoltà teologica dell'Italia centrale (Firenze) e al Pontificio Istituto Biblico (Roma). Ha pubblicato Notte di paura e di luce. Esegesi di Sapienza 17,1-18,4, Roma 1995; presso le EDB: «Ho cercato e ho esplorato». Studi sul Qoelet (2002); tre quaderni di formazione biblica assieme a S. Tarocchi:Matteo il vangelo del Regno dei cieli (22004), Marco il primo vangelo (1999), Luca il Vangelo della salvezza (2000); con E. Manicardi ha curato gli Atti della Settimana Biblica Italiana su Il potere politico: bisogno e rifiuto dell'autorità (2006).


tratto da:

WWW.DEHONIANE.IT

venerdì 1 luglio 2011

La teologia del Novecento - importante libro di Fulvio Ferrario - Carocci Editore




Fulvio Ferrario, La teologia del Novecento

Carocci editore, 2011


- la seguente recensione

è tratta dalla rubrica: IL LIBRO DEL MESE a cura di Giorgio Tourn

www.chiesavaldese.org


IL LIBRO DEL MESE

a cura di Giorgio Tourn



Un secolo è un arco di tempo considerevole e il Novecento, anche se viene detto "secolo breve", è stato così carico di eventi e di esperienze da presentarsi a noi oggi come secolo lungo. Ridurre le sue vicende teologiche in 300 pagine è operazione quanto mai difficile, tanto più se si tratta di presentarlo ad un pubblico generico, non specialistico; Ferrario riesce nell’intento svolgendo il programma in stile discorsivo, senza termini tecnici e senza dare nulla per preconosciuto. 





Il titolo del volume corrisponde pienamente al contenuto, si tratta della teologia, cioè della riflessione condotta dai cristiani di tutte le confessioni, protestanti, cattolici, ortodossi. Il lettore è posto così di fronte ad un arco di pensieri molto ampio di pensieri e può rendersi conto della grande varietà di approcci che il mondo cristiano moderno ha assunto di fronte i dati della sua fede.


Colpisce il fatto che raramente queste riflessioni si pongano in dialogo fra loro, nella maggioranza dei casi procedono secondo le rispettive tradizioni ripensando la propria identità. Le confessioni si aggiornano ma nei parametri delle rispettive tradizioni, è fuor di dubbio che il cristianesimo ha come centro vitale il fatto unico dell’incarnazione di Cristo, ma, come tutte le grandi religioni, è un arcipelago di realtà spirituali, di sensibilità, di approcci diversi.
Partendo dall’ Essenza del Cristianesimo di Harnack, il classico del pensiero liberale protestante, l’esposizione di Ferrario percorre il secolo colloquia con Barh e Rahner, Bultmann e von Balthasar, Pannenberg e Tillich, giungendo sino alle molte espressioni teologiche in cui la chiesa del 2000 cerca di tradurre la sua fede. Come tutti i testi lineari e meditati non può essere riassunto né richiede commenti, va letto.

Questa carrellata teologica ha suscitato in noi alcune riflessioni marginali che ne sottolineano l’interesse. Ci si può chiedere anzitutto quale lettura ne può fare un italiano odierno; quand’anche si tratti di una persona colta o interessato ai problemi teologici, l’incontro con questo universo risulterà sempre assai complessa (di qui l’utilità del volume!).
La nostra è infatti una cultura in cui la riflessione teologica è quasi nulla. Tutto ciò che tocca in qualche modo il tema della fede cristiana è riservata ai preti, che peraltro si occupano oggi di tutt’altro. C’è la religione, è vero, ma si tratta di tutt’altro: un fenomeno sociale, il mondo delle sette, il mistero, lo joga; la fede cristiana è essenzialmente pratica, devozione, spiritualità, non pensiero, chi riflette: il filosofo, lo scienziato, il giornalista evita accuratamente di compiere lo sforzo di pensare la fede, si possono credere solo le cose che non si dimostrano ("credo perché è assurdo"secondo il detto medievale). Il massimo della riflessione teologica sono i dialoghi fra un giornalista o un filosofo agnostico e un teologo (Augias-Mancuso, Scalfari-Martini, Odifreddi-Ratzinger).

Una cultura, la nostra che si crede molto libera e moderna ed è ferma all’Enciclopédie di Diderot, quando non al Principe, non ha forse scritto De Sanctis: «l’Italia del Pico e del Pomponazzo il suo Lutero fu Nicolò Machiavelli»? La base del nuovo edificio della modernità non poteva essere dal suo punto di vista la religione ma la scienza. 
Si tratta di un tragico destino, di una fatalità storica o di una condizione naturale del carattere italiano? La domanda introduce la seconda riflessione. Il testo di Ferrario mostra in modo inequivocabile che l’assenza di pensiero teologico nel Novecento italiano si deve attribuire alla repressione esercitata dal magistero romano. Con l’enciclica Pascendi del 1908 è stata infatti stroncata ogni studio che, affiancandosi alle ricerche effettuate dal protestantesimo, uscisse dai canoni della teologia tradizionale. Chiuse le riviste e condannati gli esponenti, di quello che si veniva detto il "modernismo" (con accezione svalutativa: l’aspetto negativo della modernità), veniva imposto a tutto il clero un giuramento "anti modernista".

Il cattolicesimo del Novecento vivrà sino al Concilio sotto l’incubo della Pascendi, lo sforzo dei suoi uomini più avvertiti in Francia e Germania sarà quello di riuscire a scrivere e insegnare, dribblando la condanna; sforzo che il più delle volte risulterà inutile perché la maggioranza finì nel silenzio, anche se gli scritti, che ormai non si possono più mandare al rogo, proseguono il loro cammino, e diffondono pensieri che nemmeno il Sant’Uffizio può controllare. L’Italia è naturalmente l’immagine più perfetta di questa politica culturale, meglio anti culturale, della Pascendi. La vicenda di Ernesto Buonaiuti, il massimo storico del cristianesimo antico, espulso dall’insegnamento universitario da una norma degli accordi lateranensi Vaticano-Mussolini resta a simbolo di un’epoca.
Ciò che non è nato può sempre nascere, ciò che è stato distrutto però non rinasce, neanche in Italia, terra di miracoli.

Accompagnando via via il personaggio, di cui Ferrario illustra così bene i libri e le riflessioni, non si può evitare di fare una terza riflessione, ponendo a confronto questo impegno culturale con la vita dei cristiani, degli uomini e le donne che negli stessi anni hanno vissuto la loro fede nell’esistenza quotidiana. Mentre infatti venivano scritte queste migliaia di pagine uomini e donne intessevano, con la loro presenza e la loro azione, la realtà della chiesa, a volte avendo accesso a questa letteratura, ma spesso ignorandone l’esistenza. I teologi fanno il loro lavoro di ricerca teorica ma la comunità cristiana vive il vissuto della fede. Che rapporto esiste fra loro? Mentre i Padri della Chiesa ed i riformatori erano pastori del loro "gregge", per usare l’espressione tradizionale, molto spesso i teologi del Novecento erano docenti universitari o frati, hanno esercitato una indubbia influenza sulla cristianità ma difficile dire in che misura.

Leggendo il testo di Ferrario e ripensando alla vita delle nostre chiese nella seconda metà del secolo, quella di cui serbiamo il ricordo ci rendiamo conto di quanto poco le tempeste, le polemiche, le mode teologiche abbiano inciso. Sono come le tempeste sul mare, in superficie, man mano che si scende in profondità non si avvertono e si trovano invece le grandi correnti sotterranee indefinite ma irresistibili.
Questa osservazione va tenuta presente quando si racconta o si legge la storia; gli storici la raccontano con grande perizia ma utilizzando solo i testi scritti, gli unici che sopravvivono, il vissuto delle creature muore con loro. Avessimo solo le opere di Calvino sarebbe impossibile fare il ritratto dei ginevrini riformati del Cinquecento, molto più delle sue opere ci illuminano i verbali del Consistoire e del Consiglio, ed anche avvalendoci di questo ausilio non potremo mai dire cosa pensassero e come vivessero la loro fede quei cristiani.


27 giugno 2011