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venerdì 25 dicembre 2015

E il Verbo si fece carne - riflessione di Edith Stein

Il mistero del Natale



«E il Verbo si fece carne». Ciò è divenuto verità nella stalla di Betlemme. Ma si è adempiuto anche in un'altra forma. «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna». Il Salvatore, ben sapendo che siamo uomini e rimaniamo uomini quotidianamente alle prese con le nostre debolezze, viene in aiuto della nostra umanità in maniera veramente divina. Come il corpo terreno ha bisogno del pane quotidiano, così anche la vita divina aspira in noi ad essere continuamente alimentata. «Questo è il pane vivo, che è disceso dal cielo». Chi lo fa veramente il suo pane quotidiano, in lui si compie quotidianamente il mistero del Natale, l'incarnazione del Verbo.


tratto da: - Edith Stein, Il Mistero del Natale Incarnazione e umanità     
Prefazione all'edizione italiana 
di Suor Giovanna della Croce del Carmelo di Milano
traduzione dal tedesco di Carlo Danna
(Meditazioni 84), Editrice Queriniana, Brescia, 2013 decima edizione, 39.




venerdì 11 luglio 2014

Meditazione Biblica ad Aosta sul libro di Ruth


- AOSTA

l'incontro previsto per martedì 15 luglio 2014
ore 17.00 
è spostato a 
mercoledì 16 luglio 2014
ore 17.00



per il ciclo sul tema: Le Donne nella Bibbia. Il libro di Ruth.   II incontro
a cura del pastore valdese Maurizio ABBÀ
- alla casa di Riposo G.B. FESTAZ  Via Monte Grappa.

mercoledì 21 maggio 2014

Meditazioni Bibliche ad Aosta


- AOSTA 
venerdì 23 maggio 2014
ore 15.30
Meditazione Biblica
inizia il ciclo sul tema: Le Donne nella Bibbia: Genesi ed Esodo.
a cura del pastore valdese Maurizio ABBÀ
- alla casa di Riposo G.B. FESTAZ
Via Monte Grappa.


- AOSTA
giovedì 26 giugno 2014
ore 17.00
per il ciclo sul tema: Le Donne nella Bibbia: il libro di Ruth.
a cura del pastore valdese Maurizio ABBÀ
- alla casa di Riposo G.B. FESTAZ
Via Monte Grappa.

martedì 29 aprile 2014

Meditazione Biblica ad Aosta

- AOSTA 
alla casa di Riposo G.B. FESTAZ
Via Monte Grappa
martedì 29 aprile 2014
ore 15.30
Meditazione Biblica
a cura del pastore valdese Maurizio ABBÀ
tema: Il Discepolato Cristiano ieri oggi domani

Si ringrazia la Direzione e il Personale della Casa di Riposo
per l'Ospitalità

sabato 12 ottobre 2013

Essere Comunità Evangelica
un percorso che s'impara giorno dopo giorno


venerdì 21 giugno 2013

POESIA PER DIO - Meditazione Biblica del Pastore Valdese Giuseppe Platone



 
POESIA PER DIO
di Giuseppe Platone

«Difatti, in Dio viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua discendenza"» (Atti 17,28)



Quella passeggiata di Paolo ad Atene, nel capitolo 17 del libro degli Atti, è un confronto con la modernità del suo tempo. Non per demonizzarla ma per discuterla, capirla, entrarle dentro e quindi interpretarla. A un certo punto del suo argomentare, davanti a quel pubblico colto, Paolo cita una poesia "pagana" che esprime, in fondo, la stessa idea cristiana che lui aveva in mente. E di cui ogni tanto scrive alle sue comunità: «... per noi c'è un solo Dio, il Padre dal quale sono tutte le cose e noi viviamo per lui» (I Corinzi 8,6). Oppure, detto con altre parole: «Da lui (Dio), per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose» (Romani 11,36).

Paolo attinge ad un'idea teologica che viene da lontano. Essa rimbalza nel linguaggio poetico dei salmi: «Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza?» (Salmo 139,7). Certo, quel poeta greco, che Paolo cita davanti agli ateniesi (si trattava di Arato di Cilicia, vissuto nel III sec. a.C.) pensava sicuramente allo Zeus dell'Olimpo e non certo al Dio del Sinai, come fa invece Paolo. Ma la ricerca di trascedenza, di senso dell'esistere, l'idea che Dio - qualunque sia il suo nome - è ovunque, è un'idea che non ha confini. Non c'è ambito umano o cosmico che possa essere precluso alla divinità.

Ma al dato comune si accompagnano anche molte differenze. Sulla scia di Zeus si credeva alla natura divina dell'uomo. Paolo invece pensa a Dio che ha creato la persona umana a sua immagine e somiglianza e gli ha dato lo spirito vitale. Tra l'Olimpo e il Sinai, tra Atene e Gerusalemme, c'era una grande distanza teologica. Tuttavia, Paolo riconosce che credenti e non credenti cercano, pensano e dicono spesso cose simili: quelle stesse che anche noi oggi cerchiamo, pensiamo e diciamo. Poi naturalmente le vie da percorrere sono diverse, ma almeno per un po' si è potuto camminare insieme. Specialmente i poeti (certo non tutti) esprimono, forse più degli altri, questa ricerca di Dio. Ma in ogni caso, per credenti e non credenti, è comunque difficile trovare le parole adeguate per illustrare i sentimenti, le emozioni profonde che si provano in questa dimensione spirituale.

La poesia ci aiuta nell'avviarci a realizzare l'impossibile. A dire (almeno in parte) la vertigine che proviamo nel dialogo con Dio. Anche gli inni che cantiamo in chiesa la domenica nel corso del culto sono spesso delle poesie. «È per Gesù che volgo a Te lo sguardo, per Lui che ci ha salvati nel suo amore...» (Innario cristiano n. 274, II strofe). Poeticamente, per fare un solo esempio, questa strofe ottocentesca esprime, con una sola pennellata, l'esatto profilo della nostro cammino di fede: conoscere Dio attraverso Cristo. La Bibbia racchiude infiniti poemi che possiamo scoprire nel silenzio dell'ascolto. Sono parole che, facendoci vedere i nuovi cieli e la nuova terra, ci trasformano.


tratto dal sito: www.chiesavaldese.org
in data: 21 giugno 2013

lunedì 12 novembre 2012

pace in costruzione



pensieri di libertà
si rincorrono 
su di un ordito vuoto

ad ogni battuta di pettine
una trama viene serrata alle altre
forma una miriade di incroci 
testimoni del fare
desiderio infinito di bene 
pace in costruzione
                     
                             Marilena Terzuolo
                     Pettinengo- (Biella) luglio 2009

tratto da:                    
Marilena TERZUOLO
SCULTURE DI TESSUTO
Percorsi tra arte, artigianato e spiritualità

Con interventi di 
Paolo De Benedetti
Luigi Ghia
Daniela Grassi

2011, Editrice Impressioni Grafiche
Acqui Terme (AL)

giovedì 17 maggio 2012

PER VIVERE DAVVERO


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marcia, chi non rischia e non cambia il coloredei vestiti, chi non parla e non conosce. 




Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttostoche un insieme di emozioni, proprio quelle che fannobrillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.



Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi èinfelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza di inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chinon ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna e della pioggia incessante.



Lentamente muore chi abbandona un progetto prima diiniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.



Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempreche essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.



Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimentodi una splendida felicità.


                                                                                                 Pablo Neruda

lunedì 9 aprile 2012

la fedeltà di Dio

Dietrich Bonhoeffer
(4 febbraio 1906 - 9 aprile 1945)
teologo protestante martire nella lotta contro il nazismo

               Quando pensiamo
di non poter proseguire più a lungo
            il cammino con Dio
          perché è troppo difficile,
allora la vicinanza di Dio, la fedeltà di Dio,
                       la forza di Dio
          ci confortano e ci soccorrono,
     solo allora riconosciamo veramente
Dio e il significato della nostra vita cristiana.

                                                            Dietrich Bonhoeffer

- tratto da: Dietrich Bonhoeffer, Il Miracolo del Messaggio Pasquale,
A cura di Manfred Weber,
Traduzione di Paola Florioli,
Gribaudi Editore, Milano, 2003, p. 34.

venerdì 23 marzo 2012

Gesù è venuto a me


IL CANTO DELLE STAGIONI


    Gesù è venuto a me come un albero primaverile,
ed io l’ho ricevuto come un albero primaverile,
fragrante fioritura di giovinezza,
fresco e ridente, libero e selvaggio,
recante in sé il verde dell’estate.

    Gesù è venuto a me come un albero estivo,
ed io l’ho ricevuto come un albero estivo,
caldo al sole e maestosamente disteso,
modello di crescita attraverso luci ed ombre,
recante in sé il fuoco dell’autunno.

    Gesù è venuto a me come un albero autunnale,
ed io l’ho ricevuto come un albero autunnale,
stagione di maturità, vivacemente fiammeggiante
come una torcia nella quiete del giorno che finisce,
recante in sé la selva dell’inverno.

    Gesù è venuto a me come un albero invernale,
ed io l’ho ricevuto come un albero invernale,
di fronte alla croce, di fronte alla neve,
di fronte al cammino in cui Lui ed io avanziamo,
portando in sé i germogli della primavera.

Joy Cowley




tratto da: Comitato italiano per la CEVAA
Comunità di Chiese in missione, 
Un Sentiero nella Foresta,
Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson.


Stampato ma non pubblicato, 2006, Torre Pellice (TO), p. 31.

venerdì 4 novembre 2011

O Dio, concedimi la stessa facoltà
di ricevere e restituire
la tua grazia
e le tue buone opere!
Dico le tue,
perché riconosco che la radice
dalla quale hanno origine
è in te e non in me.

John Wesley

meditazione riportata da:
Un Giorno Una Parola
letture bibliche quotidiane per il 2011,
editrice Claudiana, Torino,
p. 210.

venerdì 16 settembre 2011

Ci viene inoltre comandato di onorare e riverire tutti i doni
che noi vediamo nel prossimo, in tal modo di onorare in essi
le persone che ne sono dotate.
Troppo grande, infatti, sarebbe l'audacia e l'impudenza
di voler spogliare un uomo dell'onore che Dio gli ha fatto.
                                                               Giovanni Calvino


tratto da:
Un Giorno Una Parola 
Letture bibliche quotidiane per il 2011,
editrice Claudiana, Torino, p. 212.

venerdì 29 luglio 2011

Una Meditazione di Dietrich Bonhoeffer

La somma del cristianesimo


   Non la religione ci rende buoni davanti a Dio,
ma Dio soltanto;
è dalla sua azione che questo dipende. 
Di fronte a essa ogni nostra pretesa viene a cadere.
La cultura come la religione stanno sotto il giudizio divino.
Le cause della nostra moralità e della nostra religione sono smascherate, vorremmo essere signori dell’eterno e ora siamo schiavi. Rimane solo una salvezza: il cammino di Dio, che significa della grazia. […] Non la religione, ma la rivelazione, la grazia, l’amore, non il cammino verso Dio, ma il cammino di Dio verso l’uomo, questa è la somma del cristianesimo. Qui si trova una grande disillusione e tuttavia una speranza ancora più grande. Il nostro guadagno, la nostra superbia, il nostro onore, tutto questo è finito. Ma allora inizia la grazia di Dio, la gloria di Dio, l’onore di Dio. Non la nostra religione – nemmeno quella cristiana! – ma la grazia di Dio, questo è il messaggio di tutto il cristianesimo. Non è importante la nostra mano tesa a mendicare, ma il fatto che Dio la riempia; e questo significa che non siamo assolutamente noi e il nostro agire a essere importanti, ma Dio e il suo agire. Il nostro agire lo è soltanto nella misura in cui crea spazio per l’agire di Dio, perché fa essere la grazia di Dio grazia. La nostra speranza non si fonda su di noi, ma su Dio. E dove, se non in Dio, trova un fondamento così forte?                                                                      

                                                                        DBW 10,458s.

tratto da:
- Dietrich Bonhoeffer, Voglio vivere questi giorni con voi,
a cura di Manfred Weber,
traduzione di Andrea Aguti e Guido Ferrari, Editrice Queriniana, Brescia, 2007, p. 236.

martedì 1 marzo 2011

RASSEGNAZIONE? NO, GRAZIE!




LE STELLE DI MARE

Sulla spiaggia, all'alba, un vecchio nota,
lontano davanti a lui, un giovane che raccoglie
delle stelle di mare e le ributta in acqua.

Incuriosito, lo raggiunge facilmente
e gli chiede il perché di questo strano modo di fare.

Il ragazzo spiega che le stelle di mare,
scaraventate dalle onde ed arenate sulla sabbia,
sono destinate a morire se rimangono esposte
al grande sole del mattino.

" Ma la spiaggia si estende per chilometri e chilometri
e di queste bestiole ce ne sono a migliaia!
- esclama l'altro - Non vedo bene che cosa cambia".

Il giovane, allora, guarda la stella che tiene nel palmo
della mano, poi la lancia nelle onde e gli risponde:
" Per questa, ad ogni modo, cambia tutto! ".

Journal des missions

tratto da:
Comitato Italiano per la CEVAA,
Quando è giorno?,
raccolta di testi di fede,
traduzione di Renato Coïsson,
Torre Pellice 1988, Trieste 1994,
stampato ma non pubblicato, p. 147.

venerdì 25 febbraio 2011

IL TUO CRISTO E’ GIUDEO

Il tuo Cristo è Giudeo,
la tua automobile è giapponese,
la tua pizza è italiana,
il tuo profumo è francese,
il tuo couscous è algerino,
la tua democrazia è greca,
il tuo caffè è brasiliano,
il tuo orologio è svizzero,
la tua camicia è indiana,
la tua radio è coreana,
le tue vacanze sono turche, tunisine
o marocchine,
i tuoi numeri sono arabi,
le tue lettere sono latine,
e… tu rinfacci al tuo vicino
di essere “uno straniero”!

da “Mission” 1994


citazione tratta da:
Comitato Italiano per la CEVAA,
AL DI LÀ DELLE BARRIERE,
raccolta di testi di fede,
a cura di Renato Coïsson,
stampato ma non pubblicato,
Trieste, 1995, p. 103.