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giovedì 29 marzo 2012

preghiera fiduciosa

CHE DIO PASSI DAVANTI A NOI


   Che Dio passi davanti a noi per guidarci,
cammini al nostro fianco per essere il nostro amico,
sia sopra di noi per proteggerci,
rimanga dietro di noi per dirigerci,
sia sotto di noi per portarci,
dimori con noi per amarci.


                                Liturgia 28.11.2004



tratto da: Comitato italiano per la CEVAA 
Comunità di Chiese in missione, 

Un Sentiero nella Foresta,


Raccolta e traduzione testi a cura di Renato Coïsson,


Stampato ma non pubblicato, 2006, Torre Pellice (TO), p. 172.

venerdì 17 giugno 2011

AMA TUTTO QUELLO CHE PUOI

RIEMPILO DI AMORE

Sempre, quando c’è un vuoto nella tua vita,
riempilo di amore.
Adolescente, giovane, vecchio,
sempre, quando c’è un vuoto nella tua vita,
riempilo di amore.
Non pensare: ne soffrirò;
non pensare: mi sbaglierò;
vai spontaneamente, allegramente,
alla ricerca dell’amore.
Ama, come puoi,
ama tutto quello che puoi,
ama sempre.
Non preoccuparti dello scopo del tuo amore;
contiene in se stesso il suo scopo.
Non giudicarlo incompleto,
perché non troverai risposta alla tenerezza;
l’amore porta nel dono di se, la sua pienezza.
Sempre, quando c’è un vuoto nella tua vita,
riempilo di amore.

                                     Amado Nervo


tratto da: Comitato Italiano per la CEVAA,
In Attesa del Mattino,
raccolta di testi di fede,
a cura di Renato Coïsson.
Stampato ma non pubblicato,
Torre Pellice, 1991, p. 97.

giovedì 26 maggio 2011

PREGARE PERCHE'? ECCO UNA RISPOSTA

Giacomo Poretti 
(del trio artistico: Aldo Giovanni e Giacomo)
porge questa riflessione sulla Preghiera:


PERCHÉ PREGO


Tra poco dovrò leggere alcune tra le preghiere più strazianti, tenere e strabocchevoli di desiderio che l’umanità abbia mai composto. Ma prima volevo dire qualche cosa anch’io sulla preghiera, in particolare cosa è, per me, la preghiera.
Devo premettere che il Signore, per me, era una specie di mamma, papà e maresciallo dei carabinieri messi assieme, a cui ti rivolgevi per farti esaudire richieste che non erano di competenza dei genitori: quando il nonno o le zie stavano poco bene si pregava quel Signore di farli guarire o quando il nostro vicino di casa, il sig. Mario, ha perso il lavoro si è pregato sempre quel Signore. Una volta il babbo mi disse di pregare per la nostra squadra che doveva giocare una partita importante, ma mi disse anche di non dirlo alla mamma. Forse è per quello che la nostra squadra ha perso: perché la mamma, non sapendolo, non si è unita alle nostre preghiere. Si, perché avevo maturato una specie di statistica nella quale emergeva confusamente un dato: e cioè, che le preghiere rivolte a quel Signore là in alto venivano tanto più esaudite quanto più erano collettive.
Io credo di avere iniziato a pregare da solo verso i cinque anni, sarebbe meglio dire ad esigere qualche cosa da quel Signore potentissimo che se ne stava in alto da qualche parte: lo pregavo di farmi tornare presto dalla colonia estiva dove i miei genitori mi mandavano tutti i mesi d'agosto. La permanenza nella colonia era di un mese e io iniziavo a pregare di farmi tornare a casa appena il treno si staccava dai binari di Milano per andare in direzione della Liguria. Forse il Signore non aveva tempo per un bimbo di sette anni che se ne stava un mese senza vedere i suoi genitori. Per sei lunghe estati ho pregato in maniera estenuante, senza che il Signore mi ascoltasse. Apparentemente.
Poi, verso gli anni delle medie, a undici-dodici anni, ho cambiato preghiera, anzi, richiesta: gli chiedevo di farmi diventare alto, glielo chiedevo con tutto il cuore o, forse, con tutta la rabbia che avevo nel cuore: «Fammi diventare alto! Fammi diventare alto!». Era insopportabile una vita sotto il metro e cinquanta: i compagni mi deridevano, le compagne mi ignoravano! «Fammi diventare alto, ti prego!!!». Non mi ha ascoltato. Apparentemente. In quegli anni non avevo un' ottima opinione di Lui: non mi ascoltava mai... e la lista delle richieste inesaudite era diventata lunghissima.
Poi ci sono stati anni in cui ho smesso di pregarlo; ero convinto di poter fare a meno di Lui. Apparentemente.
Qualche tempo fa una mia cara amica, mia e di mia moglie, si è ammalata gravemente e nel volgere di qualche mese le sue condizioni erano tali che da lì a poco avrebbe lasciato noi e la sua famiglia. Mi sono ricordato delle zie e del nonno e mi sono messo a pregare; dopo poco ho inteso che sarebbe stato inutile pregarlo di restituirle la vita e allora ho espresso una preghiera strana, forse nemmeno così impegnativa per Lui: lo pregai di togliere la paura a quella nostra amica, di toglierle l’angoscia di sentirsi sola e abbandonata in quel momento terribile: «Signore, ti prego, toglile la paura; donale, se possibile, serenità, ti prego… ». E forse ho compreso. Ho compreso che quel miracolo che chiedevo a Lui non solo era possibile, ma era già realizzato: Il Signore guardava noi amici, il marito, i figli, guardava me e diceva: «Solo se non scapperete lei non avrà paura, solo se rimarrete lì lei non si sentirà sola ...».
Lui ci indica il modo, ma gli artefici del miracolo siamo noi. Noi con Lui. I miracoli bisogna desiderarli, ma soprattutto dobbiamo avere voglia di realizzarli: noi con Lui, o meglio, Tu con noi. Noi preghiamo, ma forse ancora di più Lui prega: e forse prega così: «Speriamo che smettano di delegarmi, speriamo che capiscano che sono un loro alleato... Ah quanto vorrei fare delle cose belle con loro.... 
A proposito Giacomo, cosa hai chiesto? Alto o grande?».

Il Signore ci ascolta sempre,
bisogna stare attenti a cosa gli si chiede!


Giacomo Poretti



Tratto da: www.youtube.com/watch?v=IhAt3dFgEKY
e dal sito: www.biblia.org

sabato 21 maggio 2011

DOMENICA 22 MAGGIO 2011 - PREGHIERA PER LA PACE


Dal 17 al 25 maggio 2011 si svolge a Kingston in Giamaica
la Convocazione Ecumenica Internazionale sulla Pace
promossa dal Consiglio Ecumenico delle Chiese.
I partecipanti chiedono a tutte le Chiese del mondo 
di unirsi a loro
domenica 22 maggio con la preghiera per la pace



Preghiera per la pace – Domenica 22 maggio 2011

Dio della pace, a cui nulla è impossibile,
creatore, redentore, vivificatore:
ancora una volta veniamo a Te
per implorare la tua misericordia e il tuo perdono.
Dacci di poter ricominciare di nuovo
e aiutaci a dare un’opportunità alla pace in questo mondo.
Sì, vogliamo dare alla pace una possibilità,
perché abbiamo mancato tante occasioni,
abbiamo impedito tante iniziative
e siamo stati a guardare, quando il bene veniva sopraffatto,
invece di vincere il male con il bene.
Perdonaci, Signore.

Ti preghiamo, donaci la pace.

Mentre chiediamo il tuo perdono, vorremmo che questo stesso istante
diventasse un tempo di pace, in cui rinnovare il nostro impegno
di costruttori di pace e di giustizia.
Ti rendiamo grazie per il Decennio per superare la violenza,
per il lavoro svolto per accrescere la nostra coscienza
e il nostro desiderio di pace.
Al tempo stesso confessiamo che c’è molto di più da fare
se vogliamo davvero dare alla pace una possibilità.

Ti preghiamo, donaci la pace.

Attraverso il tuo Spirito, ti chiediamo di consacrare alla pace i nostri cuori e le nostre menti
e di far sì che le nostre vite stesse siano il punto di partenza della pace, qui ed ora.
Aiutaci a cooperare con Te, dando alla pace una possibilità,
creando un mondo in cui la pace sia il nostro ethos e la nostra essenza.
Donaci la pace, ti preghiamo. Donaci saggezza e coraggio:
saggezza per discernere ciò che porta alla pace,
e coraggio per essere fedeli e obbedienti a Te.

Ti preghiamo, donaci la pace.

Dio della pace, a cui nulla è impossibile,
fa che siano strumenti della tua pace
quanti partecipano alla Convocazione internazionale ecumenica sulla pace e in ogni luogo,
cosicché tutti insieme possiamo compiere la tua volontà,
e dare così alla pace una possibilità.
Nel nome del Principe della pace, Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore.
Amen.


Preghiera dai Caraibi 
per la Convocazione internazionale ecumenica sulla pace 

giovedì 19 maggio 2011

VIVERE, ADESSO!


Ora che sono viva


Preferisco che tu condivida con me qualche minuto
ora che sono viva,
che non una notte intera
quando sarò morta.

Preferisco che tu accarezzi soavemente
la mia mano ora che sono viva,
piuttosto che adagi il tuo corpo sul mio cadavere
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi faccia una breve chiamata
ora che sono viva,
invece di intraprendere un lungo viaggio
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi regali un fiore ora che sono viva,
che non una corona di fiori
quando sarò morta.

Preferisco che tu elevi a Dio una breve preghiera
ora che sono viva,
che non una messa cantata
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi dedichi anche un solo
accordo di chitarra ora che sono viva,
che non una commovente serenata
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi reciti una semplice preghiera
ora che sono viva,
che non belle parole sulla mia tomba
quando sarò morta.
Preferisco anche i più piccoli dettagli
ora che sono viva,
che non grandi manifestazioni di affetto
quando sarò morta.


(citazione da: Arnaldo Pangrazzi, 
Vivere il tramonto. Paure, bisogni e speranze dinanzi alla morte
(Il Sole a Mezzanotte), 
Edizioni Erickson, 2006 Gardolo – Trento, p. 101; www.erickson.it )

domenica 15 maggio 2011

PREGHIERA PER TUTTI

Preghiera a cura del Comitato Arcigay Valle d'Aosta "Articolo 3"


Dio, nostra fonte di speranza e di sicura salvezza,
aiutaci ad affrontare situazioni di prova dettate da odio
mostrateci da chi, rancoroso,
non sa cogliere nei più deboli o diversi,
il fratello o la sorella da soccorrere, scoprire ed aiutare.

Aiutaci ad affrontare questo duro cammino sicuri del tuo conforto,
balsamo sulle nostre ferite quotidiane,
affinché possiamo, con la perseveranza 
e la forza da Te donateci,
batterci per la tolleranza ed il rispetto reciproci.

Dio, ti ringraziamo perché sei sempre presente, 
sia nei momenti di condivisione come oggi ma
soprattutto nei momenti più bui nei quali ci possiamo sentire soli, confusi, 
senza speranza ma che
grazie al Tuo conforto noi troviamo, anche in quei momenti, 
la forza per continuare la nostra vita ed ad
abbandonarci all’amore.

Sostienici nel proseguire il cammino di fede e nel portare a tutti 
un messaggio di pace e di rispetto, 
senza distinzione di credo, di provenienza, 
di orientamento sessuale 
e perdonaci per i continui errori che commettiamo 
a causa di tutte le nostre fragilità umane.


«Dio ha insegnato a non chiamar profano o impuro alcun uomo»
(Atti 10,28).








giovedì 12 maggio 2011

IL CENACOLO - MEDITAZIONI SEMPLICI E PROFONDE




Interpretazione Artistica della Copertina

CHI È SENZA PECCATO….. DETTAGLIO
Artista: Liz Lemon Swindle
Interprete: Mona Bagasao-Cave

      Il dettaglio della rappresentazione di Liz Lemon Swindle
getta una luce nuova nella storia ben nota della “donna adultera”.
Lei cade al suolo in ginocchio, cercando di prendere la distanza
dai suoi accusatori. Piena di vergogna, volge il capo dall’altra
parte di Gesù, l’unico che si è astenuto dal condannarla.
Lo sguardo verso terra, Gesù tiene la mano sulla bocca, come se
volesse trattenersi dal dire qualcosa.
      Si percepisce nell’aria una certa tensione, mentre Gesù attende che gli uomini rispondano al suo invito perentorio:
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei” (Giovanni 8:7). Le mani degli accusatori sembrano respingere, deviare
la forza della frase di Gesù, quasi a voler di nuovo dirigere l’attenzione
verso la donna. Il dettaglio dell’immagine non ci dice se gli accusatori sono agitati o irati, se guardano con concupiscenza la donna oppure cercano una via di fuga. Non sappiamo chi sono.
      Non succede spesso così? “Qualcuno” crede che un accusato deve essere esposto alla vergogna ed essere punito. Questo qualcuno si nasconde dietro l’anonimato, o nel gruppo. Sa bene che anche lui
sarebbe al posto dell’accusato se la verità su di lui venisse a galla. Siamo anche noi così? Nel mio caso la risposta troppo spesso è: “Sì”. Preferirei
essere come Gesù, essere misericordiosa piuttosto che scagliare la prima pietra. E voi lettori? 

(tratto dalla seconda di copertina)

 

ANNO LX – N. 3 MAGGIO – GIUGNO 2011
Pubblicazione bimestrale
IL CENACOLO
meditazioni giornaliere per il culto
individuale e familiare



Per abbonamenti e corrispondenza scrivere a:
“Il Cenacolo” c/o O.P.C.E.M.I.
Via Firenze n. 38 – 00184 Roma

e-mail: cenacolo@chiesavaldese.org 

giovedì 21 aprile 2011

PACE PER LA PALESTINA - PACE PER ISRAELE

DUE BAMBINI GUARDANO AL FUTURO

Signore,
fa che non ci siano più case bruciate
come alberi senza foglie, ma che
attorno a noi ci siano
soltanto fiori.
Fa che la gente non porti più fucili,
ma regali,
che non ci sia più miseria e disperazione,
ma gioia e serenità.
Signore, quando sento una sirena,
se è un malato guariscilo presto,
se è un incendio, spegnilo subito
e che non ci siano né morti né feriti.
Signore, abbi pietà di noi e salvaci.
Punisci i cattivi, se credi,
ma non severamente,
perché non sanno quello che fanno.
Grazie, Signore, per tutto
quello che hai fatto.
Ma manca l’amore.
Gli uccelli e i fiori lo hanno,
ma gli uomini non l’hanno.


un bambino libanese




Avevo una scatola di colori
alcuni caldi, altri molti freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti:
non avevo il nero per il pianto degli orfani;
non avevo il bianco per le mani ed il volto dei morti.
Ma avevo l’arancio, per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
ed il celeste dei chiari cieli splendenti
ed il rosa per i sogni ed il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

una bambina israeliana



tratto da: Comitato Italiano per la CEVAA, 
In Attesa del Mattino,
raccolta di testi di fede,
stampato ma non pubblicato, Torre Pellice, 1991, p. 123.

martedì 19 aprile 2011

SIGNORE, NOI CREDIAMO, SOCCORRI LA NOSTRA INCREDULITA'


Signore, noi sappiamo che tu vuoi un mondo migliore. Percepiamo la tua volontà, ma non sappiamo come realizzarla. 
Aprici gli occhi. Dacci fantasia. Donaci forza per agire senza paura. 
Trasforma il mondo, servendoti di noi, tuoi strumenti. Signore, noi crediamo, soccorri la nostra incredulità.

                                                           Jörg Zink

tratto da:
Un Giorno Una Parola. Letture bibliche quotidiane per il 2011,
Claudiana Editrice, Torino, 2010.

giovedì 7 aprile 2011

DIO CI SCRIVE...

"Monologo…”
Mentre ti alzavi questa mattina, io ti stavo osservando. Speravo che tu mi parlassi, anche solo qualche parola, domandando il mio parere su qualche argomento o ringraziandomi per qualcosa di buono che ti era capitato ieri. Ho notato che eri molto occupato…a cercare i vestiti adatti da indossare per andare al lavoro. Continuavo ad aspettare mentre ti preparavi correndo per la casa; credevo che avresti trovato qualche minuto per fermarti e dirmi: “Ciao!”, ma eri troppo occupato.
Per vedere se finalmente notavi la mia presenza, accesi il cielo per te, lo riempii di colori e di dolci canti di uccelli…però neppure te ne eri accorto.
Ti ho guardato mentre andavi verso il lavoro e ho aspettato pazientemente tutto il giorno. Suppongo che, con tante attività, fossi troppo occupato per dirmi qualcosa.
Di ritorno dal tuo lavoro, ho visto la tua stanchezza e ho voluto mandarti la pioggia perché l’acqua si portasse via il tuo stress. Ho pensato che facendoti questo piacere, ti saresti ricordato di me. Invece, infuriato, hai offeso il mio nome. Desideravo tanto che mi parlassi…comunque restava ancora abbastanza tempo. Hai acceso la televisione: ho aspettato pazientemente mentre vedevi il tuo programma preferito. Dopo hai cenato e ti sei dimenticato di me. Vedendoti stanco ho capito il tuo silenzio, e ho spento lo splendore del cielo, ma non ti ho lasciato nel buio: l’ho tramutato in un luccichio di stelle…
E’ stato bello, peccato che non te ne sia accorto.
All’ora di dormire credo che tu fossi già sfinito. Hai augurato la buona notte ai tuoi familiari, sei andato a letto e ti sei addormentato subito. Ho accompagnato con una musica i tuoi sogni, e i miei animali notturni hanno dato sfoggio di sé… Ma non importa: può darsi che tu non ti renda conto che sono sempre lì per te. Ho più pazienza di quanto tu possa immaginare. Vorrei fartela vedere, perché tu possa averla anche con gli altri. Ti amo così tanto che aspetto ogni giorno una preghiera da te.
Ora ti stai alzando di nuovo… non mi resta altro che continuare ad amarti e a sperare che almeno oggi tu mi possa dedicare un po’ di tempo.
Ti auguro una buona giornata. 

TUO PADRE "ABBÀ", DIO.




(tratto da:
APL informazioni,
notiziario della
Associazione Professori e Cultori di Liturgia,
Anno XXXIV,
20 marzo 2005, n. 82, pp. 20-21).

martedì 5 aprile 2011

LA PREZIOSA RISORSA DELLA PREGHIERA

ALL'INCROCIO DELLE STRADE


Signore, avrei un gran bisogno del tuo aiuto,
perché il pericolo appare grande.
Ecco perché mi sono fermato
all'incrocio delle strade
e guardo con apprensione quanto succede;
mi sento sollevato dalla preghiera
e posso proseguire il mio cammino.
Ci incontreremo lungo la via,
Signore.


                                                      Juan Marco Rivera,
                                                          Porto Rico



tratto da:

Comitato Italiano per la CEVAA,
In Attesa del Mattino,
raccolta di testi di fede,
a cura di Renato Coïsson.

Stampato ma non pubblicato,
Torre Pellice, 1991,
p. 23.

venerdì 25 marzo 2011

UNA PICCOLA SCUOLA PER GRANDI PREGHIERE



GETSEMANI
Artista: Vie de Jesus Mafa (Africa contemporanea)


IL CENACOLO
MEDITAZIONI PER OGNI GIORNO

ANNO LX - N.2 - MARZO - APRILE 2011
PUBBLICAZIONE BIMESTRALE

meditazioni giornaliere per il culto
individuale e familiare



tratto da p. 2:

COME USARE OGNI GIORNO

ICENACOLO



Prima di iniziare: siedi in silenzio per circa 30 secondi in modo da rasserenare il tuo spirito. Poi fa dei respiri profondi e mettiti a tuo agio.


Leggere: per prepararti alla meditazione apri la Bibbia e leggi il passo consigliato sotto il titolo. Dopo averlo letto, raccogliti per qualche istante per riflettere sul tuo brano. Cosa ti viene in mente? Cosa ha attirato la tua attenzione?


Versetto citato: si ricollega al significato fondamentale della lettura del giorno. Leggilo con attenzione e pensa a cosa significa per te. Se memorizzare ti risulta facile, puoi provare a imparare a memoria un versetto una volta o due la settimana.

La “storia”: le meditazioni sono scritte da persone che vivono in diverse parti del mondo. Dopo aver letto la parte principale della pagina, soffermati chiedendoti:
“Quale collegamento alla mia vita hanno le parole di questa persona?”

La preghiera: concludi il tuo momento di raccoglimento usando la preghiera alla fine della pagina. Potresti voler aggiungere qualcosa, ricordando persone o situazioni che ti sono venute in mente durante la tua riflessione.

Pensiero del giorno: è un invito a dare un senso alla lettura del giorno. Ripetilo a te stesso più volte durante la giornata e tienilo a mente per ricordare quello che hai ricevuto dal Signore durante il tuo raccoglimento.



Redazione italiana

Coordinamento editoriale: Giunio Censi

Supervisione teologico - pastorale: Aurelio Penna

Graphic designer: Paolo Manocchio

Traduzione dall'inglese a cura di:

Luca Brenga, Giosiana Ghisolfi, Margaret Tait, Anna Vanzulli

Per abbonamenti e corrispondenze scrivere a:

"Il Cenacolo" c/o O.P.C.E.M.I.
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Direttore responsabile: Paolo Manocchio

sabato 12 febbraio 2011

PREGHIERA VITALE

PROCLAMARE LA VITA 


Noi ti lodiamo Spirito Santo,
nostro difensore e consolatore.
Aiutaci a proclamare la vita
nel dominio della morte.
Sostienici quando affrontiamo
le potenze della distruzione.
Costringici a forgiare aratri
dalle nostre spade,
falci dalle nostre lance,
affinché lupi ed agnelli
possano vivere insieme in pace,
la vita venga celebrata,
e la creazione restaurata
per essere dimora dei viventi.
Santo Spirito, noi ti lodiamo,
perché ci aiuti a proclamare la vita
nel dominio della morte.

                                    Assemblea del CEC a Vancouver 
                                                                        Canada




tratto da:
Comitato Italiano per la CEVAA,
In Attesa del Mattino,
raccolta di testi di fede,
a cura di Renato Coïsson,
stampato ma non pubblicato,
Torre Pellice, 1991,
p. 80.





                                                                                 
















lunedì 7 febbraio 2011

BEATITUDINI

BEATI GLI ALBERI DI VITA


Beati
coloro che sono alberi di vita,
oceani di tenerezza,
fiumi di fertilità,
vulcani di conforto,
campi di nutrimento,
pietre da costruzione,
tempeste di immaginazione,
spazi di libertà,
fiori per sorridere,
valli di comunicazione,
montagne di silenzio,
deserti per poter gridare,
stelle per ispirare i poeti.

Anonimo


tratto da:

tratto da: Comitato Italiano per la CEVAA,

In Attesa del Mattino,

raccolta di testi di fede,
a cura di Renato Coïsson.
Stampato ma non pubblicato,
Torre Pellice, 1991, p. 158.