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mercoledì 16 luglio 2014
giovedì 14 novembre 2013
La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) esprime solidarietà al popolo filippino
Tifone Filippine
La FCEI lancia una sottoscrizione per
le popolazioni colpite
Roma (NEV), 13 novembre 2013 - Nelle
Filippine è emergenza umanitaria dopo il devastante passaggio del tifone
"Haiyan" che tra il 7 e l'8 novembre ha colpito vaste aree delle zone
centrali del paese asiatico. Secondo le prime stime il tifone avrebbe causato
più di diecimila morti a Tacloban, sull’isola di Leyte, e centinaia nel resto
del paese. Le ultime notizie parlano di 4 milioni di persone bisognose di
aiuto.
La Federazione delle chiese
evangeliche in Italia (FCEI) esprimendo la propria solidarietà al popolo
filippino e vicinanza alle numerose comunità evangeliche filippine in Italia,
l'11 novembre ha lanciato una sottoscrizione a favore delle popolazioni colpite
dal tifone. Il pastore Massimo Aquilante, presidente della FCEI:
"Invitiamo le chiese a rivolgere le loro preghiere al Dio che si è
rivelato in Gesù Cristo come Dio della riconciliazione e della pienezza di
vita. Facciamo nostra l'invocazione del Salmo 130 che ci invita a levare la
voce verso Dio anche nelle situazioni più difficili e ad intercedere per quanti
vivono nell'angoscia: 'O Signore, io grido a te dai luoghi profondi. Ascolta il
mio grido, siano le tue orecchie attente al mio grido d'aiuto!'". E
concludendo ha aggiunto: "Esprimiamo la nostra vicinanza ai tanti
evangelici filippini presenti in Italia con cui condividiamo quotidianamente la
nostra fede e le nostre speranze".
Chi volesse inviare delle donazioni
può farlo utilizzando il seguente conto corrente postale: ccp n. 38016002 -
oppure bancario IBAN: IT 54 S 07601 03200 0000 38016002, intestato a:
Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma
(www.fcei.it), specificando nella causale "Tifone Filippine".
La FCEI promuove campagne e raccolte
di fondi in casi di emergenze umanitarie, che confluiscono nel fondo
dell'Action by Churches Together (ACT) Alliance, agenzia umanitaria promossa
dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dalla Federazione luterana
mondiale (FLM) (actalliance.org).
Filippine/2. A pieno regime la macchina dei soccorsi delle chiese
Il segretario generale del CEC Tveit:
"I più colpiti dal cambiamento climatico sono i poveri"
Roma (NEV), 13 novembre 2013 - Resta
gravissima la situazione nelle Filippine a seguito del passaggio del tifone
Haiyan, che alla velocità di 300 chilometri all'ora il 7 e l'8 novembre scorsi
ha seminato morte e distruzione, causando gravissimi danni anche ai settori
agricolo e ittico. Difficile fare una stima delle vittime, che solo nelle isole
di Leyte e Samar ammonterebbero a più di 10mila, mentre il totale delle persone
coinvolte potrebbe essere di oltre 4 milioni, con 500 mila già costrette a
sfollare. Secondo l'Unicef più del 40% sono under 18. Di fronte a questa
situazione di caos - intere zone sono ancora irraggiungibili mentre sono
partiti i saccheggi e aumenta il rischio di epidemie - il Consiglio nazionale
delle chiese delle Filippine (NCCP) dal suo sito web
(http://nccphilippines.org) lancia un grido di aiuto ai partner ecumenici
internazionali: "Serve tutto, a cominciare da acqua e cibo!". Insieme
alle chiese e comunità sul territorio, attraverso la rete di Action by Churches
together (ACT), il NCCP sta coordinando i primi aiuti e mobilitando i
volontari. A livello internazionale il braccio umanitario del Consiglio
ecumenico delle chiese (CEC) e della Federazione luterana mondiale (FLM),
ACTAlliance ha già preso provvedimenti mandando esperti nelle zone più colpite,
tra cui la città di Tocloban.
Numerose le organizzazioni umanitarie
delle chiese evangeliche ed ecumeniche già al lavoro, come l'Esercito della
Salvezza e l'Agenzia avventista per lo sviluppo e il soccorso ADRA, mentre
l'Agenzia umanitaria delle chiese evangeliche svizzere HEKS-EPER, già da
decenni presente nelle Filippine, si sta attivando per fornire acqua potabile,
derrate alimentari, tende, kit igenici, vestiti e medicine. Già previsto anche
un sostegno specifico alle famiglie di pescatori e contadini al fine di far
loro riprendere il più rapidamente possibile le loro attività.
Messaggi di solidarietà e vicinanza
alle popolazioni colpite, con l'assicurazione delle proprie preghiere sono
giunti da numerose realtà ecclesiastiche di tutto il mondo. Tra queste quella
del segretario generale del CEC, il pastore Olav Fykse Tveit, che con un
comunicato diffuso ieri ha dichiarato: "Insieme a tutte le chiese membro
della comunione, ai cristiani e ai popoli di tutte le fedi del mondo intero, ci
fermiamo e preghiamo per tutti quelli coinvolti in questo disastro". E lanciando
un appello alle agenzie di soccorso e ai governi affinché non dimentichino i
più vulnerabili, ha aggiunto: "Troppo spesso sono i più poveri quelli
maggiormente colpiti da tali eventi cataclismici, mentre sono proprio loro che
hanno le maggiori difficoltà a ricostruirsi una vita a partire dalle poche
risorse disponibili". Non è mancato un cenno anche al cambiamento
climatico in atto con l'incessante incremento delle conseguenze e la necessità
di agire tutti insieme per far regredire il riscaldamento globale.
Per informazioni:
Agenzia NEV - Notizie
Evangeliche
Federazione delle chiese evangeliche in Italia
tel.
06/48.25.120
fax 06/48.28.728
e-mail: Agenzia Stampa NEV
sabato 3 agosto 2013
Orditi di speranza - Trame di pace
La Biblioteca di Etroubles in collaborazione con
l'Associazione TESSITURA e
OLTRE
organizza la mostra
Orditi di speranza – Trame di
pace
6° edizione – agosto 2013
La Tessitura a
mano
un mestiere antico che
guarda al futuro
dalla sciarpa all'arazzo
intrecci di solidarietà
Dal 3 al 25 agosto 2013
Aperto tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19
( al mattino su richiesta)
Etroubles (Aosta)
presso il salone della Scuola
Materna (palazzo del Municipio)
laboratori e corsi di tessitura
per bambini
per tutto il mese di agosto
info tel
3382297862
www. tessituraeoltre.it
a cura di Marilena TERZUOLO
a cura di Marilena TERZUOLO
martedì 25 giugno 2013
lunedì 10 giugno 2013
giovedì 21 marzo 2013
Aiutiamo ad aiutare
FORUM SULLA DIACONIA COMUNITARIA
Il 23 marzo si tiene presso la chiesa evangelica valdese di Torino (Corso Vittorio Emanuele II n. 23) un incontro dal titolo "Aiutiamo ad aiutare", organizzato dalla commissione esecutiva del secondo distretto (Italia settentrionale e Svizzera).
L'inizio è previsto per le ore 10 con i saluti e la meditazione biblica; seguiranno gli interventi del pastore Bruno Bellion (utilizzo dei fondi otto per mille per iniziative di diaconia nelle chiese), della diacona Alga Barbacini e della pastora Eliana Briante (attività e funzionamento della Commissione per la diaconia comunitaria).
Verranno poi analizzati alcuni casi concreti: la chiesa metodista di Milano, la chiesa valdese di Brescia, la chiesa valdese di Torino, che offriranno lo spunto per la discussione alla fine della mattinata.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14,30 i lavori proseguiranno all’interno dei gruppi; alle 16 saranno presentati i risultati e le conclusioni della giornata con l’intervento del pastore Paolo Ribet.
tratto da: www.chiesavaldese.org
martedì 19 febbraio 2013
Libertà
La Libertà è preziosa
la Libertà dell'altro è anche la tua Libertà
Libertà è una realtà da sognare
Libertà è un sogno da realizzare,
il Dio della Bibbia è un Dio Liberatore
la Libertà dell'altro è anche la tua Libertà
Libertà è una realtà da sognare
Libertà è un sogno da realizzare,
il Dio della Bibbia è un Dio Liberatore
venerdì 1 febbraio 2013
OSPEDALI MULTIRELIGIOSI
| APPUNTI DEL MODERATORE | |
Ospedali multireligiosi
Torino, Roma, Ferrara, Milano: sta accadendo qualcosa di nuovo negli ospedali pubblici di queste città, e probabilmente di molte altre nel prossimo futuro. Ci si è accorti che molti pazienti non sono cattolici, o non sono neanche cristiani e che ormai provengono dai quattro angoli del mondo. Beh, non è proprio una notizia, direte voi. Basta avere gli occhi aperti e vedere che l’Italia (e tutta l’Europa), sta cambiando rapidamente fisionomia: i nostri vicini di casa sono pachistani e quando ci fanno assaggiare i loro cibi teniamo pronto un bel bicchiere d’acqua e un po’ di pane perché normalmente sono molto piccanti; i nostri figli a scuola condividono i banchi con compagni e compagne di varie nazionalità e religione; i posti di lavoro, le strade, i negozi, e anche le nostre chiese ormai sono multicolore.
E gli ospedali? Pure, ma l’unica assistenza spirituale prevista è quella cattolica. I cappellani cattolici sono pagati direttamente dalla sanità pubblica (quindi con le tasse di tutti i cittadini), che provvede anche al mantenimento delle cappelle interne, ovviamente cattoliche. L’assistenza spirituale per i non cattolici resta un po’ vaga, regolata da Intese con lo Stato, di fatto alla mercé di quanto decidono infermiere caposale o primari dei reparti. Non parliamo delle religioni non cristiane ...
Ma ora le cose stanno iniziando a cambiare grazie al cammino ecumenico fin qui percorso e grazie alla sensibilità di alcuni amministratori pubblici: incominciano a nascere Protocolli d’intesa tra amministrazioni ospedaliere e rappresentanti delle varie comunità religiose (e a
Ferrara anche non religiose!) che riconoscono e regolano la cura spirituale per tutti, a titolo gratuito però, precisano questi protocolli. La differenza col cappellano cattolico resta (a pieno tempo, retribuito dal sistema sanitario, con tanto di cappella interna all’ospedale), ma il cambiamento è iniziato.
Per iniziativa del Ministro per la salute Renato Balduzzi, a settembre è stato anche insediato un Gruppo di lavoro per l’accoglienza delle specificità culturali e religiose nelle strutture sanitarie che ha lo scopo di varare una Carta etica per l’assistenza multireligiosa negli ospedali, una sorta di linee guida a cui le Regioni si dovrebbero attenere. Vedremo i risultati, se ci saranno, visto che il Governo è ormai al termine.
Dicevo che queste iniziative sono anche frutto del cammino ecumenico, ma va aggiunto che le nostre chiese sono state un motorino di questo cambiamento: con la costante azione di sensibilizzazione a favore dei diritti di tutti, anche di quelli che consideriamo altro da noi, e con rapporti ecumenici e con le pubbliche istituzioni che definirei leali e collaborativi, in cui mettiamo sempre al primo posto non il nostro interesse di propaganda confessionale ma il servizio verso tutti perché, in questo Paese, ognuno si senta accolto e previsto.
Eugenio Bernardini
Moderatore della Tavola Valdese
30 gennaio 2013
lunedì 12 novembre 2012
DODICI CESTE una piccola grande associazione solidale
DODICI CESTE
associazione fondata da Marilena Terzuolo
e da suo marito Bruno Giaccone
Abbiamo voluto operare con la Chiesa Evangelica di Eritrea
perché DODICICESTE è un'associazione ecumenica nata
proprio per essere segno di comunione tra cristiani di
confessioni diverse che si riconoscono fratelli tra di loro nel
momento in cui c'è bisogno di mettere insieme quel poco che
ognuno ha portato con sé e condividerlo, dopo aver ascoltato
gli insegnamenti del maestro di Nazaret.
Così abbiamo capito che, dalla condivisione di quel poco che c'è,
è possibile sfamare tutti ed avanzare ancora addirittura...
dodici ceste, come accade nel racconto evangelico della moltiplicazione
dei pani (Luca 9,10-17)
tratto dalla p. 138 del libro di:
- Marilena TERZUOLO
SCULTURE DI TESSUTO
Percorsi tra arte, artigianato e spiritualità
Con interventi di
Paolo De Benedetti
Luigi Ghia
Daniela Grassi
2011, Editrice Impressioni Grafiche
Acqui Terme (AL)
mercoledì 30 maggio 2012
AIUTO AI TERREMOTATI IN EMILIA
TERREMOTO IN EMILIA | |
Costernazione per il dramma della popolazione colpita. Danneggiata la Chiesa valdese di Felonica Po (MN) La FCEI apre una sottoscrizione
| |
Il terremoto che ha colpito l'Emilia ha riaperto molti interrogativi che si pongono alle nostre coscienze di uomini moderni riguardo alla imprevedibilità della natura, al carattere provvisorio delle nostre realizzazioni tecniche e alla fragilità della nostra esistenza sia personale che sociale.
La Tavola valdese, riunita in questi giorni a Roma, ha seguito con costernazione il dramma delle popolazioni colpite dalle scosse di terremoto esprimendo la solidarietà delle Chiese metodiste e valdesi alle popolazioni provate ed ha invitato i credenti ad associarsi alle manifestazioni di aiuto che verranno prese.
Da una prima verifica si registrano danni alla chiesa valdese di Felonica Po (MN) e si fa più preoccupante la situazione del tempio di Mantova.
La FCEI ha aperto oggi una sottoscrizione a favore delle popolazioni colpite: i contributi possono essere inviati mediante conto corrente postale n. 38016002 – IBAN IT 54 S 07601 03200 0000 38016002, intestato a Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, 00184 Roma, con la causale “terremoto Emilia Romagna 2012”.
30 maggio 2012 FCEI Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia | |
giovedì 12 gennaio 2012
L'ITALIA SONO ANCH'IO - iniziativa 18 gennaio 2012
COMUNICATO STAMPA - INIZIATIVA 18 GENNAIO 2012 -
Il
Comitato regionale per la campagna “L’Italia sono anch’io”, costituito da Acli,
Arci, Caritas, Chiesa Evangelica
Valdese, Cgil e Libera organizza
un incontro pubblico di informazione per le proposte di legge di
iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza.
L’incontro
si svolgerà mercoledì 18
gennaio alle ore 17,30 presso il Salone Aurora della Parrocchia di Maria
Immacolata.
All’incontro
sarà presente Antonio Russo,
responsabile Area Immigrazione Presidenza nazionale Acli e referente presso il
Comitato promotore nazionale, che illustrerà le proposte di legge e l’obiettivo
della campagna raccolta firme; sarà a disposizione del pubblico per domande e
chiarimenti.
L’incontro
sarà preceduto dalla proiezione del documentario di Alex Casu sull’immigrazione
in Valle d’Aosta e si concluderà con un intrattenimento musicale a cura di
Stefano Frison, Francesco Tripodi, Dario Cremaschi, Erika Iamonte.
Nel
corso dell’iniziativa sarà possibile per i cittadini italiani aderire alla
campagna di raccolta firme.
Si
ricorda che è comunque possibile firmare
fino al 2 marzo presso le
seguenti sedi:
ACLI
– Piazza della Cattedrale - tutti
i lunedì dalle 14,30 alle 17,00
CGIL – Via Binel - tutti i mercoledì dalle 14,30 alle 18,30
ARCI – c/o Espace Populaire -
tutti i venerdì dalle 17,30 alle 20,30
mercoledì 9 novembre 2011
SOTTOSCRIZIONE
di Solidarietà


La Federazione
delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha aperto una sottoscrizione per le vittime dell'alluvione in Liguria. Mentre si piangono i morti e ancora si spala il fango che ha ricoperto le strade, il Consiglio della FCEI ha voluto esprimere la propria vicinanza nella preghiera alle persone colpite, tra le quali figurano anche alcune famiglie evangeliche. "Oltre alla solidarietà – ha dichiarato la pastora Letizia Tomassone, vice presidente della FCEI - è importante che le chiese si facciano promotrici di una riflessione sulla gestione del territorio italiano, spesso così fragile e abbandonato a se stesso".
Per aderire alla raccolta fondi si può utilizzare il conto corrente postale: n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 0000 38016002, BIC/SWIFT code: BPPIITRRXXX intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma. Specificare nella causale: Alluvionati Liguria.
Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 7 novembre 2011
si veda anche: www.chiesavaldese.org
mercoledì 12 ottobre 2011
articolo della Prof.ssa Maria Grazia VACCHINA
VALLE D’AOSTA
LICD-VDA
la Presidente
IL CONTROLLO DEL DOLORE
E’ UN DIRITTO-DOVERE
DELLA PERSONA
E LE CHIESE HANNO IL COMPITO DI SOSTENERLO
Poiché negli ultimi anni il diritto al controllo del dolore sta finalmente trovando il giusto spazio nell’ambito della cultura medico-giuridica, è doveroso farlo conoscere a tutti i cittadini per consentirne la pratica generalizzata, essendo il mancato esercizio del corrispondente dovere e delle relative responsabilità da parte delle singole persone (sia fisiche che giuridiche) - come peraltro per ogni diritto - una concreta vanificazione della stessa affermazione normativa nella realtà quotidiana, dove si gioca e misura l’effettività della democrazia.
Dagli anni ’80, soprattutto, Medici e Volontari attenti sono stati pionieri nel capovolgere una cultura del malato e della malattia che tendeva a focalizzare attenzione ed energie sui problemi logistici delle strutture ospedaliere e sulla cura asettica delle patologie. Oggi, da stime ministeriali, solo il 40% dei malati oncologici accede alle cure palliative e solo l’1% degli altri malati (a partire dall’alzheimer), ma la virtuosa complicità di operatori e pazienti sta favorendo il primato del rispetto della persona, nella consapevolezza che curare il dolore, sia come sintomo di malattia che come malattia vera e propria, sia centrale per rispettare e/o restituire dignità alla persona, dando effettività all’art. 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto del cittadino e interesse della collettività.
E se la legge deve trovare applicazione, i principi morali devono farsi etica di vita, essendo le omissioni gravi e devastanti per lo spazio che lasciano libero al peggio. Essenziali risultano, allora, tanto l’ascolto - sia dei bisogni e delle legittime aspettative dei cittadini che delle novità scientifiche - quanto la vigilanza, indispensabili per fare e far fare quanto dovuto, in vista di un’auspicata nuova classe di operatori e pazienti più rilevante dello stesso monitoraggio ministeriale ex L. n. 38/2010 (Disposizioniper garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore) per il bene degli individui, delle famiglie e delle comunità, a tutto vantaggio anche della pace sociale.
In merito, l’apporto del Volontariato è a tutt’oggi indispensabile, anche se è da condividere il sogno dell’esemplare Don Ciotti che ne auspica l’inutilità a favore di una normalità di tutti e di ciascuno, dovendo la solidarietà farsi regola generale per i cittadini e non ridursi a virtù di qualcuno. Un sogno che significherebbe anche che la società non ha più bisogno di questa azione di stimolo e supplenza, che il pubblico e le Istituzioni preposte al bene comune realizzano davvero il fine che è loro proprio, con assunzione piena di responsabilità. Utopia, certo, ma feconda, perla quale devono lavorare le comunità civili e le chiese, in vista di un patto virtuoso tra cittadini e pubblica amministrazione che renda effettivo, nel caso di specie, questo diritto-dovere indisponibile.
Giova ricordare le tappe fondamentali di questo cammino. Il primo atto formale nella storia delle cure palliative in Italia, è rappresentato dalla legge n. 39/1999, con la quale è stato previsto un programma nazionale per la creazione di strutture residenziali specifiche in tutte le Regioni italiane. Le Linee-guida del maggio 2001 lanciano poi l’obiettivo dell’Ospedale senza dolore, ma è soprattutto la legge n. 38/2010 (con tempestivo Accordo assunto all’interno della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome e creazione di una Commissione ministeriale preposta all’effettiva applicazione della normativa sull’intero territorio nazionale), ad essere fondamentale in tema di cure palliative e terapia del dolore come diritto da assicurare e dovere da praticare.
Da sondaggi conoscitivi attivati dalla Lega Italiana contro il Dolore-Valle d’Aosta risulta che è sempre più diffusa la consapevolezza della previsione normativa attinente la rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica, la previsione e attuazione di reti nazionali e regionali per le cure palliative e la terapia del dolore, la semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali oppiacei, la formazione specifica del personale sanitario. E ciò non soltanto in riferimento alle patologie comunemente ritenute più devastanti, ma anche in relazione a quei malesseri, più o meno gravi, che inficiano la qualità della vita, sia individuale che familiare, non di rado sin dai primi anni e con rilevanti conseguenze anche sul piano scolastico e lavorativo, a detrimento dell’intera collettività persino in termini economici.
In Europa il dolore (anche in forma severa e cronica) rappresentauno dei principali problemi esistenziali e sanitari, interessante una fascia intorno al 30% della popolazione, minata nell’integrità fisica e psichica, con conseguente sofferenza che si riverbera sul nucleo familiare e sull’intero tessuto sociale. L’Italia non è ancora tra i Paesi all’avanguardia in tema di cure palliative e terapie antalgiche, ma può e deve diventarlo, anche perché gli specialisti non mancano, così come non mancano ricorsi processuali vincenti che vanno evitati con adeguata prevenzione.
Se il dolore è un appuntamento ineliminabile dell’esistenza, occorre a maggior ragione lottare contro la sofferenza eliminabile, affinché la correità del non fare e la stessa tentazione del moralismo di matrice stoica lasci spazio vincente alla solidarietà dell’agire, alla sinergia del bene, più forte di quella del male che pure si accampa prepotente: solidarietà e sinergia del bene da recuperare alla vista di tutti per incoraggiamento e consolazione di chi tenta davvero di essere uomo su questa terra, poco importa il suo credo quando l’essenziale che unisce è la fede nella vita.
Maria Grazia Vacchina
Presidente LICD-VdA
(www.licd.org)
venerdì 30 settembre 2011
Per ascoltare l'intervista a Radio Proposta Inblu
Trasmissione TAM TAM del 28 settembre 2011
Prof.ssa Maria Grazia VACCHINA
presidente della Sezione VdA della LICD
collegarsi al sito
della Lega Italiana Contro il Dolore (LICD):
www.licd.org
Trasmissione TAM TAM del 28 settembre 2011
Prof.ssa Maria Grazia VACCHINA
presidente della Sezione VdA della LICD
collegarsi al sito
della Lega Italiana Contro il Dolore (LICD):
www.licd.org
giovedì 29 settembre 2011
martedì 16 agosto 2011
DIACONIA VALDESE PER ANZIANI
borse di sostegno per anziani in difficoltà economica
La CSD Diaconia Valdese, su mandato del Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, si occupa della gestione di un fondo di solidarietà finalizzato all'erogazione di borse di sostegno per persone che, per comprovate difficoltà economiche, non siano in condizione di sostenere interamente il costo delle rette della casa di riposo presso la quale sono ospitati o che, per rimanere presso il proprio domicilio, abbiano necessità di un aiuto economico per garantire loro una adeguata assistenza.
La gestione del fondo è disciplinata da un regolamento che ne definisce gli scopi e il finanziamento. Ogni anno la CSD Diaconia Valdese nomina una Commissione consultiva che ha il compito di istruire e valutare le richieste pervenute. Il fondo di solidarietà è alimentato da contributi e doni di singoli e di chiese, da eventuali lasciti finalizzati a tale scopo, nonché da progetti sostenuti dai fondi provenienti dall'otto per mille valdese.
La richiesta della borsa di sostegno deve essere fatta entro e non oltre il 31 dicembre di ciascun anno. Esiste tuttavia un fondo per le emergenze che permette di conferire borse di sostegno anche in altri periodi dell’anno, in caso di comprovata necessità.
Scarica i moduli da compilare per richiedere una borsa anziani.
In alternativa, i moduli sono disponibili presso le Case di riposo valdesi o direttamente presso la CSD, alla quale ci si può rivolgere per ulteriori informazioni anche tramite e-mail (servizigenerali@diaconiavaldese.org)
Tutte le domande vanno inviate a:
Commissione sinodale per la Diaconia
via Angrogna, 18
10066 Torre Pellice (TO).
Chi desidera contribuire al Fondo "Borse Anziani" può farlo tramite versamento sul conto corrente bancario intestato a:
Commissione Sinodale per la Diaconia - IBAN: IT 16 R 03069 30601 100000001067.
Vi ricordiamo che è importante indicare la causale "Borse anziani" e che per tutte le offerte è possibile richiedere la defiscalizzazione rivolgendosi agli uffici della CSD Diaconia Valdese.
www.diaconiavaldese.org
domenica 31 luglio 2011
Solidarietà
Corno d'Africa
Esteso il campo profughi di Dadaab gestito dai luterani
- La FCEI lancia una sottoscrizione
Roma (NEV), 27 luglio 2011 - "Un giorno spero di avere una dimora più stabile, ma oggi sono felice di avere una tenda". E' il commento di una rifugiata somala che, insieme a migliaia di altre persone in fuga dalla carestia del Corno d'Africa, è stata accolta nel campo IFO2 di Dadaab (Kenya), aperto lo scorso lunedì. Il sollievo non riguarda solo i tantissimi profughi che non avevano trovato spazio nell'ormai sovraffollato campo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) di Dadaab, giunto ad ospitare 500mila persone, ma anche i responsabili della Federazione luterana mondiale (FLM) che gestiscono per l'ACNUR entrambi i campi. "Senza l'allestimento di IFO2 la situazione sarebbe diventata insostenibile con l'affollarsi dei nuovi arrivati nelle zone limitrofe al campo esistente, in assembramenti giuridicamente illegali nei quali era impossibile accedere ai servizi fondamentali, senza alcuna garanzia di protezione", ha dichiarato Lennart Hernander, rappresentante in Kenya della FLM. La difficoltà di aprire un nuovo insediamento derivava dalla posizione inizialmente contraria del governo keniota. L'area di Dadaab è infatti sovraesposta all'arrivo dei profughi, avendo aumentato la sua popolazione dell'85% in tre anni. L'attuale carestia, che si somma alla ventennale guerra civile, porta dalla Somalia in Kenya un flusso giornaliero di almeno mille persone. Nonostante questa situazione, "il fatto che il Kenya abbia deciso di continuare ad accogliere rifugiati, aumenta la nostra gratitudine e ammirazione", ha scritto il segretario generale della FLM, pastore Martin Junge, in una lettera indirizzata al Presidente e al Primo Ministro del Kenya, rispettivamente Mwai Kibaki e Raila Odinga. Martin Junge visiterà il campo dal 31 luglio al 3 agosto prossimi.
L'apertura di IFO2 è una buona notizia in una situazione generale che rimane altamente drammatica. Questa che è stata definita dall'ONU la più grave carestia del Corno d'Africa degli ultimi 60 anni, mette a rischio la vita di almeno 10 milioni di persone. La malnutrizione, e in particolare quella infantile, è in aumento esponenziale. "Purtroppo le cose sono destinate a peggiorare – ha commentato amaramente Hernander -. La risposta della comunità internazionale a questa crisi alimentare è stata e continua ad essere del tutto insufficiente".
A rendere gli interventi di aiuto ancora più complicati all'ingresso in Somalia di agenzie di soccorso non musulmane, è l'opposizione del gruppo Al Shabaab, affiliato ad Al Qaeda. Tra queste, anche l'Agenzia avventista di sviluppo e soccorso (ADRA) che insieme a molte altre organizzazioni umanitarie, è stata bandita con l'accusa di corrompere "il puro credo musulmano in Somalia".
La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha deciso di aprire una sottoscrizione a favore dell'intervento umanitario nel Corno d'Africa. Letizia Tomassone, vice presidente della FCEI, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Con questa sottoscrizione vogliamo porre all'attenzione delle chiese non soltanto la necessità di prenderci cura di popoli schiacciati dalla fame e dalla sete. Ancora più in profondità vorremmo che le chiese riflettessero in spirito di preghiera sui modi di riportare ad equilibrio la fragile giustizia nel mondo, e sulla promessa che il Signore pone su tutto il genere umano: 'Io sono venuto perché abbiano la vita in abbondanza' (Giovanni 10:10)".
Per le donazioni utilizzare il conto corrente postale:
n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 0000 38016002, BIC/SWIFT code: BPPIITRRXXX
intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia,
via Firenze 38, 00184 Roma.
Specificare nella causale: Corno d'Africa.
venerdì 18 marzo 2011
GIAPPONE: PER LE VITTIME DEL TERREMOTO
La FCEI invita le chiese alla preghiera e lancia una sottoscrizione di solidarietà
Roma (NEV), 16 marzo 2011 - Profondamente scioccato dal terremoto di magnitudo 9 della scala Richter che ha scosso il Giappone lo scorso 11 marzo, e dal successivo tsunami e alla sua forza devastatrice che ha distrutto le città sulla costa nord occidentale del Sol levante, il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha aperto una sottoscrizione a favore delle vittime.
Di seguito il messaggio del Consiglio FCEI: "Come federazione di chiese e come comunità di credenti, siamo vicini al popolo del Giappone, che sta sopportando catastrofi enormi. Invitiamo le chiese a rivolgere le loro preghiere al Dio che si è rivelato in Gesù Cristo come Dio della riconciliazione e della pienezza di vita. Nel periodo che precede la Pasqua invitiamo a pregare nelle chiese per le vittime del terremoto e dello tsunami, per coloro che hanno perso le tracce dei loro cari, che hanno visto travolgere le loro città dalla violenza dell’acqua. La nostra intercessione e la nostra solidarietà materiale accompagneranno quanti stanno cercando i sopravvissuti. Di fronte alla minaccia di una catastrofe nucleare che svela la fragilità della vita umana invochiamo il Dio del creato intero, che risparmi il peggio e ci aiuti ad affrontare con intelligenza le conseguenze di una tale eventuale devastazione. Diversi Salmi ci parlano di Dio come di una rocca sicura e stabile: possa questa rocca costituire un rifugio sicuro per tutti e tutte coloro che cercano oggi riparo dalla paura e dall’angoscia della morte". Segue la citazione del Salmo 61: "O Dio, ascolta il mio grido, sii attento alla mia preghiera. Dall'estremità della terra io grido a te, con cuore abbattuto; conducimi tu alla ròcca ch'è troppo alta per me; poiché tu sei stato un rifugio per me, una torre fortificata dinanzi al nemico".
La FCEI promuove campagne e raccolte di fondi in casi di emergenze umanitarie, che confluiscono nel fondo dell'Action by Churches Together (ACT) Alliance, agenzia umanitaria promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dalla Federazione luterana mondiale (FLM) (actalliance.org). Chi volesse inviare delle donazioni può farlo utilizzando il seguente conto corrente postale specificando la causale "Giappone": ccp n. 38016002 - IBAN: IT 54 S 07601 03200 0000 38016002, intestato a: Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma (www.fcei.it).
Giappone/2. Messaggi di solidarietà dal mondo ecumenico
Roma (NEV), 16 marzo 2011 - Appelli alla solidarietà con il popolo giapponese e alla preghiera per le vittime del terribile sisma e del successivo tsunami che l'11 marzo ha letteralmente spazzato via intere città sulla costa nord-orientale dell'arcipelago, sono giunti da numerosi organismi di chiese mondiali ed ecumenici. Tanti i leader religiosi che hanno mandato messaggi di vicinanza alla popolazione del Giappone così duramente colpito.
Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), da Seoul in Corea del Sud, dov'è attualmente in visita, il 12 marzo ha lanciato un appello alle chiese di tutto il mondo per pregare per il Giappone e la popolazione giapponese. "Siamo scioccati e tremanti, mentre vediamo quanto siamo vulnerabili come esseri umani di fronte a disastri di questa portata", ha dichiarato Tveit, che così prosegue: "Esprimiamo la nostra più profonda vicinanza e preghiamo per tutte le vittime, per le loro famiglie e per tutti quelli che ora vivono nel timore di ulteriori scosse. Preghiamo per coloro che hanno perso i loro cari o che non riescono a trovarli, per coloro che hanno perso le loro abitazioni o per chi deve affrontare l'impatto di questa enorme distruzione". Tveit rivolge un pensiero anche ai soccorritori "che in queste ore stanno affrontando un compito esigente". Dello stesso tenore gli appelli che arrivano dalle chiese di tutto il mondo, mentre si è messa in moto la macchina dei soccorsi, affiancata, tra le altre, delle tante Agenzie umanitarie cristiane, quali ACT-Action by Churches Together, ADRA, Esercito della Salvezza, BaptistWorldAid, World Vision, United Methodist Committee on Relief, Christian Reformed World Relief Committee.
tratto da: NEV Notizie Evangeliche
www.fcei.it
in data: 18 marzo 2011
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