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sabato 21 maggio 2011

DOMENICA 22 MAGGIO 2011 - PREGHIERA PER LA PACE


Dal 17 al 25 maggio 2011 si svolge a Kingston in Giamaica
la Convocazione Ecumenica Internazionale sulla Pace
promossa dal Consiglio Ecumenico delle Chiese.
I partecipanti chiedono a tutte le Chiese del mondo 
di unirsi a loro
domenica 22 maggio con la preghiera per la pace



Preghiera per la pace – Domenica 22 maggio 2011

Dio della pace, a cui nulla è impossibile,
creatore, redentore, vivificatore:
ancora una volta veniamo a Te
per implorare la tua misericordia e il tuo perdono.
Dacci di poter ricominciare di nuovo
e aiutaci a dare un’opportunità alla pace in questo mondo.
Sì, vogliamo dare alla pace una possibilità,
perché abbiamo mancato tante occasioni,
abbiamo impedito tante iniziative
e siamo stati a guardare, quando il bene veniva sopraffatto,
invece di vincere il male con il bene.
Perdonaci, Signore.

Ti preghiamo, donaci la pace.

Mentre chiediamo il tuo perdono, vorremmo che questo stesso istante
diventasse un tempo di pace, in cui rinnovare il nostro impegno
di costruttori di pace e di giustizia.
Ti rendiamo grazie per il Decennio per superare la violenza,
per il lavoro svolto per accrescere la nostra coscienza
e il nostro desiderio di pace.
Al tempo stesso confessiamo che c’è molto di più da fare
se vogliamo davvero dare alla pace una possibilità.

Ti preghiamo, donaci la pace.

Attraverso il tuo Spirito, ti chiediamo di consacrare alla pace i nostri cuori e le nostre menti
e di far sì che le nostre vite stesse siano il punto di partenza della pace, qui ed ora.
Aiutaci a cooperare con Te, dando alla pace una possibilità,
creando un mondo in cui la pace sia il nostro ethos e la nostra essenza.
Donaci la pace, ti preghiamo. Donaci saggezza e coraggio:
saggezza per discernere ciò che porta alla pace,
e coraggio per essere fedeli e obbedienti a Te.

Ti preghiamo, donaci la pace.

Dio della pace, a cui nulla è impossibile,
fa che siano strumenti della tua pace
quanti partecipano alla Convocazione internazionale ecumenica sulla pace e in ogni luogo,
cosicché tutti insieme possiamo compiere la tua volontà,
e dare così alla pace una possibilità.
Nel nome del Principe della pace, Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore.
Amen.


Preghiera dai Caraibi 
per la Convocazione internazionale ecumenica sulla pace 

venerdì 20 maggio 2011

IL LIBRO DEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI: ALLE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO

EDB - Edizioni Dehoniane Bologna


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Marguerat Daniel
GLI ATTI DEGLI APOSTOLI. 1. (1–12) 
Anno: 2011 (aprile)
Edizione: 1
Pagine: 512
Collana: Testi e commenti

Confezione: Brossura


Descrizione dell'opera

Il libro degli Atti degli apostoli è l'unico documento antico che ci riferisce gli inizi del movimento di Gesù e la "carriera folgorante" dell'apostolo Paolo. Gli Atti degli apostoli si interrogano sulle origini del cristianesimo e sulle ragioni della rottura fra cristiani e giudei. Essi illustrano i tentativi della missione cristiana in un mercato religioso fortemente concorrenziale, informando sulla vita dei primi cristiani e sulla nascita delle loro comunità. Inoltre, tentano di spiegare lo straordinario successo di questo movimento, nonostante le forti opposizioni che ha incontrato.
L'opera propone un commento dettagliato della prima parte di Atti (capp. 1-12) in una nuova traduzione. La materia è affrontata con stile immediato e godibile; 13 riquadri approfondiscono aspetti storici o teologici particolarmente importanti, 5 carte geografiche aiutano a collocare gli avvenimenti. La profondità del commento e il rigore interpretativo fanno del volume un testo di studio, lo stile brillante ed efficace un'opera accessibile anche ai non specialisti.

Sommario

Prefazione. Prefazione all'edizione italiana. Elenco delle abbreviazioni. Commentari degli Atti degli apostoli consultati. Introduzione. Prologo. Dal Vangelo agli Atti (1,1-14). I. GERUSALEMME. LA COMUNITÀ CON I DODICI APOSTOLI (1,15-8,3). 1. Fondazione della comunità (1,15-2,47). 2. Vita della comunità a Gerusalemme (3,1-5,42). 3. La crisi (6,1-8,3). II. DA GERUSALEMME AD ANTIOCHIA. L'apertura (8,4-12,25). 4. Scontri e successi al di là di Gerusalemme (8,4-9,31). 5. Con Pietro, l'apertura al mondo delle nazioni (9,32-12,25).


Note sull'autore

DANIEL MARGUERAT, professore emerito di Nuovo Testamento all'Università di Losanna, è un rinomato specialista della ricerca su Gesù e sulle origini del cristianesimo. Le sue pubblicazioni gli hanno meritato una fama internazionale. Tra le sue opere tradotte in italiano segnaliamo: L'uomo che veniva da Nazareth. Che cosa si può sapere oggi su Gesù, Claudiana, Torino 2005; Paolo di Tarso. Un uomo alle prese con Dio, Claudiana, Torino 2004; Risurrezione, Claudiana, Torino 2003.




INTRODUZIONE E COMMENTO AL LIBRO BIBLICO DEI DODICI PROFETI

EDB - EDIZIONI DEHONIANE BOLOGNA

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Scaiola Donatella
i DODICI PROFETI: PERCHÉ «MINORI»? 
Esegesi e teologia
Anno: 2011 (aprile)
Edizione: 1
Pagine: 296
Collana: Biblica

Confezione: Brossura



Descrizione dell'opera

Il libro dei Dodici Profeti Minori - Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia - è da qualche tempo oggetto di attenzione da parte di molti esegeti, soprattutto di lingua tedesca e inglese. Rispetto alla lettura che affronta i vari libri singolarmente, in ambito esegetico sono infatti maturate domande che riguardano l'unità del libro e che ne studiano la forma finale in prospettiva canonica.
Lo studio costituisce una sorta di introduzione e di commento al libro dei Dodici Profeti Minori. Si tratta del primo lavoro sul tema apparso in lingua italiana, considerato che al momento non esistono monografie che affrontino i Dodici con tale approccio.
Il percorso proposto, di tipo esegetico-teologico è suddiviso in tre parti. La prima ha lo scopo di presentare di motivi che giustificano la lettura unitaria del libro dei Dodici. La seconda offre almeno un saggio di lettura esegetica tratto da ognuno dei singoli profeti minori. La terza approfondisce alcuni temi di carattere teologico, presenti in uno o più profeti, e riprende la questione più generale relativa alla forma del libro dei Profeti Minori.

Sommario

Abbreviazioni e sigle. Presentazione. I. IL QUADRO DELLA RICERCA. 1. Introduzione al libro dei Dodici. II. SAGGI DI ESEGESI. 2. Osea, «Dio ha prestato soccorso». 3. Gioele 3: la promessa dello Spirito. 4. Amos 7-9: la visione profetica. 5. Abdia: «Il regno sarà del Signore». 6. Giona, il risentimento dell'eletto. 7. Michea, «pieno di forza, di spirito del Signore, di giustizia e di coraggio». 8. Naum, il consolatore? 9. Abacuc, il profeta sentinella. 10. Sofonia, "YHWH protegge". 11. Aggeo, il profeta della ricostruzione. 12. Zaccaria, la visione della fede. 13. Malachia, angelo o messaggero? III. TEOLOGIA. 14. Il libro dei Dodici. Bibliografia. Indici.

Note sull'autrice

DONATELLA SCAIOLA (Abbiategrasso [MI] 1958, coniugata) ha effettuato gli studi di teologia alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale (Milano), poi la licenza e il dottorato al Pontificio Istituto Biblico (Roma). Attualmente è professore straordinario nella facoltà di missiologia della Pontificia Università Urbaniana. Ha collaborato con vari istituti di scienze religiose, seminari e facoltà teologiche. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: «Una cosa ha detto Dio, due ne ho udite». Fenomeni di composizione appaiata nel Salterio Masoretico, Roma 2002; Rut, Giuditta, Ester, Padova 2006; "Servire il Signore". Linee di una teologia biblica della missione nell'Antico Testamento, Roma 2008; Rut  (I Libri Biblici), Milano 2009. È direttore della rivista «Parole di Vita».




tratto da: www.dehoniane.it

UN CLASSICO DELLA LETTERATURA TEOLOGICA CONTEMPORANEA

EDIZIONI DEHONIANE BOLOGNA


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Nygren Anders
EROS E AGAPE
La nozione cristiana dell'amore e le sue trasformazioni
Anno: 2011 (aprile)
Edizione: 1
Pagine: 848
Collana: Economica EDB

Confezione: Brossura



Descrizione dell'opera

Classico della letteratura teologica contemporanea, l'opera, uscita in due volumi nel 1930 e 1936, è una ricerca che si propone di individuare il «motivo di fondo» di tutto il cristianesimo e lo coglie nell'agape neotestamentaria. Secondo Nygren l'agape è infatti il libero, assoluto, immotivato amore di Dio per l'uomo che non cerca i giusti, ma i peccatori, fino a sacrificare per essi il suo Figlio, Gesù. E la risposta dell'uomo a Dio non è l'amore dell'uomo per Dio, ma l'amore egualmente disinteressato per il prossimo. Di questo tema Nygren cerca di seguire la storia lungo la vicenda cristiana, in quella che gli appare la difficile dialettica con un amore tutto diverso, ascensionale, dell'uomo verso Dio e verso la divinizzazione dell'uomo, l'eros, come è stato inteso nella grecità, da Platone ai platonici tardivi.
Eros e agape: motivi antitetici della vicenda di fondo del cristianesimo, nei quali confluiscono i vari tentativi di sintesi fra i due, fra cui primeggia quella della caritas di Agostino e dei medievali. Si tratta di tentativi ritenuti tuttavia non accettabili da Nygren, in quanto eros e agape non sono per lui conciliabili né riducibili a sintesi. Soltanto con Lutero, che dissolve le contraddizioni della caritas agostiniana, egli ritrova la riaffermazione vigorosa dell'agape neotestamentaria.
Nel suo radicale dualismo di eros e agape, il volume ripropone perentoriamente il problema della natura cristiana dell'amore.

Sommario

Introduzione all'edizione italiana (F. Bolgiani). Prefazione alla 1a edizione. Prefazione alla 2a edizione. I. I DUE MOTIVI DI FONDO. Introduzione: Il rapporto tra eros e agape. 1. Il motivo dell'agape. 2. Il motivo dell'eros. 3. Il contrasto fondamentale tra eros e agape. II. IL CONFLITTO TRA I DUE MOTIVI. Premessa. Introduzione. 1. Nomos, eros e agape: i conflitti nella Chiesa antica. 2. La sintesi nella «caritas». 3. Il cammino dell'eros fino al Medioevo. 4. La dottrina medievale dell'amore. 5. Il rinnovamento del motivo dell'eros nel Rinascimento. 6. Il rinnovamento del motivo dell'agape nella Riforma. Conclusione. Indici.

Note sull'autore

ANDERS NYGREN (1890-1974) è uno dei maggiori rappresentanti della teologia luterana svedese. Formatosi come filosofo della religione, si è interessato di teologia sistematica applicata all'indagine storica dei «motivi di fondo» del cristianesimo. Vescovo luterano di Lund, dal 1949 al 1958, ha lavorato anche nel campo dell'ecumenismo luterano, partecipando attivamente a tutte le iniziative unionistiche mondiali, riorganizzando le Chiese luterane degli Stati Uniti e presiedendo, dal 1947 al 1952, l'Alleanza mondiale delle Chiese luterane. Oltre a Eros e agape ha pubblicato numerosi altri scritti, fra cui Fondamenti scientifici della dogmatica (1922), Etica filosofica e cristiana (1923), La Lettera di san Paolo ai Romani (1944), Cristo e la sua Chiesa (1955), Agostino e Lutero (1958), Essenza del cristianesimo(1960), Il significato della Bibbia per la Chiesa (1963).



tratto da: www.dehoniane.it

giovedì 19 maggio 2011

VIVERE, ADESSO!


Ora che sono viva


Preferisco che tu condivida con me qualche minuto
ora che sono viva,
che non una notte intera
quando sarò morta.

Preferisco che tu accarezzi soavemente
la mia mano ora che sono viva,
piuttosto che adagi il tuo corpo sul mio cadavere
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi faccia una breve chiamata
ora che sono viva,
invece di intraprendere un lungo viaggio
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi regali un fiore ora che sono viva,
che non una corona di fiori
quando sarò morta.

Preferisco che tu elevi a Dio una breve preghiera
ora che sono viva,
che non una messa cantata
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi dedichi anche un solo
accordo di chitarra ora che sono viva,
che non una commovente serenata
quando sarò morta.

Preferisco che tu mi reciti una semplice preghiera
ora che sono viva,
che non belle parole sulla mia tomba
quando sarò morta.
Preferisco anche i più piccoli dettagli
ora che sono viva,
che non grandi manifestazioni di affetto
quando sarò morta.


(citazione da: Arnaldo Pangrazzi, 
Vivere il tramonto. Paure, bisogni e speranze dinanzi alla morte, 
(Il Sole a Mezzanotte), 
Edizioni Erickson, 2006 Gardolo – Trento, p. 101; www.erickson.it )

mercoledì 18 maggio 2011

DIZIONARIO DEL NUOVO TESTAMENTO



 DIZIONARIO DEL 
 NUOVO TESTAMENTO
 Concetti fondamentali,
 parole-chiave,
 termini ed espressioni
 caratteristiche
 Autore: GIULIANO VIGINI
 Destinatario: 
 gruppi biblici - animatori -    
 catechisti -      sacerdoti
 Collana: bibbia paoline

 Supporto: libro
 Edizione: 1
 Copertina: brossura con sovraccoperta
 Pagine: 688




 Anno di pubblicazione: 2011
 Luogo di pubblicazione: milano
 Casa editrice: paoline






Quest’opera riprende, integra e porta a compimento
un dizionario del Nuovo Testamento iniziato alcuni anni fa
e di cui erano apparsi 4 volumi.
Vuole offrire, pur in una essenziale sintesi informativa,
un panorama completo di tutto quanto è specifico del NT,
ma anche di ciò che si collega ad esso per l’uno o per l’altro aspetto.
Una delle caratteristiche fondamentali di questo dizionario
è infatti
l’ampiezza della prospettiva,
sia per l’alto numero di voci considerate (circa 2000),
sia per la scelta di includere, oltre a tutti i nomi, i luoghi
e i temi principali del NT, anche frasi, termini,
immagini ed espressione caratteristiche.
Altra caratteristica importante è l’unità di contenuto,
metodo e stile derivante dal fatto che il dizionario
è frutto del lavoro di una sola persona,
cosa che favorisce senz’altro una lettura ordinata e armonica.
Infine, un’altra nota distintiva non da poco è che si tiene conto,
nella trattazione dei singoli termini, del nuovo testo della CEI.


tratto dal sito: www.paoline.it

domenica 15 maggio 2011

PREGHIERA PER TUTTI

Preghiera a cura del Comitato Arcigay Valle d'Aosta "Articolo 3"


O Dio, nostra fonte di speranza e di sicura salvezza,
aiutaci ad affrontare situazioni di prova dettate da odio
mostrateci da chi, rancoroso,
non sa cogliere nei più deboli o diversi,
il fratello o la sorella da soccorrere, scoprire ed aiutare.

Aiutaci ad affrontare questo duro cammino sicuri del tuo conforto,
balsamo sulle nostre ferite quotidiane,
affinché possiamo, con la perseveranza 
e la forza da Te donateci,
batterci per la tolleranza ed il rispetto reciproci.

O Dio, ti ringraziamo perché sei sempre presente, 
sia nei momenti di condivisione come oggi ma
soprattutto nei momenti più bui nei quali ci possiamo sentire soli, confusi, 
senza speranza ma che
grazie al Tuo conforto noi troviamo, anche in quei momenti, 
la forza per continuare la nostra vita ed ad
abbandonarci all’amore.

Sostienici nel proseguire il cammino di fede e nel portare a tutti 
un messaggio di pace e di rispetto, 
senza distinzione di credo, di provenienza, 
di orientamento sessuale 
e perdonaci per i continui errori che commettiamo 
a causa di tutte le nostre fragilità umane.


«Dio ha insegnato a non chiamar profano o impuro alcun uomo»
(Atti 10,28).








sabato 14 maggio 2011

AOSTA VALDESE - Culto Evangelico 15 maggio 2011


DOMENICA 15 MAGGIO 2011 - 4a DI PASQUA - JUBILATE
(Fate acclamazioni a Dio, voi tutti, abitanti della terra!
- Salmo 66,1)

Chiesa Evangelica Valdese di Aosta
Via Croix de Ville, 11 - Aosta

Culto Evangelico ore 10.30

Predicazione dell'Evangelo a cura del pastore valdese Maurizio ABBA'
Testo della predicazione: ATTI 2,42-47

Culto con Preghiera per le vittime dell'omofobia

giovedì 12 maggio 2011

IL CENACOLO - MEDITAZIONI SEMPLICI E PROFONDE




Interpretazione Artistica della Copertina

CHI È SENZA PECCATO….. DETTAGLIO
Artista: Liz Lemon Swindle
Interprete: Mona Bagasao-Cave

      Il dettaglio della rappresentazione di Liz Lemon Swindle
getta una luce nuova nella storia ben nota della “donna adultera”.
Lei cade al suolo in ginocchio, cercando di prendere la distanza
dai suoi accusatori. Piena di vergogna, volge il capo dall’altra
parte di Gesù, l’unico che si è astenuto dal condannarla.
Lo sguardo verso terra, Gesù tiene la mano sulla bocca, come se
volesse trattenersi dal dire qualcosa.
      Si percepisce nell’aria una certa tensione, mentre Gesù attende che gli uomini rispondano al suo invito perentorio:
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei” (Giovanni 8:7). Le mani degli accusatori sembrano respingere, deviare
la forza della frase di Gesù, quasi a voler di nuovo dirigere l’attenzione
verso la donna. Il dettaglio dell’immagine non ci dice se gli accusatori sono agitati o irati, se guardano con concupiscenza la donna oppure cercano una via di fuga. Non sappiamo chi sono.
      Non succede spesso così? “Qualcuno” crede che un accusato deve essere esposto alla vergogna ed essere punito. Questo qualcuno si nasconde dietro l’anonimato, o nel gruppo. Sa bene che anche lui
sarebbe al posto dell’accusato se la verità su di lui venisse a galla. Siamo anche noi così? Nel mio caso la risposta troppo spesso è: “Sì”. Preferirei
essere come Gesù, essere misericordiosa piuttosto che scagliare la prima pietra. E voi lettori? 

(tratto dalla seconda di copertina)

 

ANNO LX – N. 3 MAGGIO – GIUGNO 2011
Pubblicazione bimestrale
IL CENACOLO
meditazioni giornaliere per il culto
individuale e familiare



Per abbonamenti e corrispondenza scrivere a:
“Il Cenacolo” c/o O.P.C.E.M.I.
Via Firenze n. 38 – 00184 Roma

e-mail: cenacolo@chiesavaldese.org 

mercoledì 11 maggio 2011

PER LA PACE

Schweitzer e Einstein, 
due amici in difesa della pace 
e contro il nucleare
La contaminazione dell'atmosfera e il crimine contro la specie
L'appello per il disarmo nucleare
L'auspicio di una convivenza pacifica

Praticamente coetanei – uno medico e teologo, l'altro scienziato e filosofo, il primo luterano, il secondo ebreo – Albert Schweitzer, premio Nobel per la Pace nel 1952, e Albert Einstein, premio Nobel per la Fisica nel 1921, si incontrarono solo due volte e si scambiarono una serie di lettere, tutte tra il 1948 e il 1955.
Nondimeno entrambi misero in guardia i contemporanei contro i pericoli di un progresso tecnico-scientifico acefalo, facendo pressioni contro i test e le sperimentazioni della bomba atomica – la cui costruzione, in un primo tempo, Einstein aveva appoggiato nel timore che il regime nazista se ne dotasse per primo – e battendosi per il disarmo nucleare e la pace.

Il libro
Alberto Guglielmi Manzoni
Pace e pericolo atomico
Le lettere tra Albert Schweitzer e Albert Einstein
Prefazione di Arrigo Levi
Nostro tempo, 109
pp. 96
f.to cm 14,5 x 21

L'autore
Alberto Guglielmi Manzoni è laureato in Filosofia all'Università di Pisa ed è orientatore in intermediazione culturale. Ha pubblicato Albert Schweitzer. L'etica del rispetto per la vita (2003) e Ugo Janni a Sanremo. Una grande testimonianza di ecumenismo cristiano (2007) entrambi per la casa editrice Philobiblon di Ventimiglia (Im).


tratto dal sito: www.claudiana.it

lunedì 9 maggio 2011

C come CUCINA

Cus-cus. È in pratica un semolone di grano duro cotto lentamente a vapore con un elaborato cerimoniale dagli africani del nord. Anche nella Sicilia del sud si usa come pietanza popolare. Chi non volesse, saggiamente, usare il cus-cus precotto e disidratato in commercio, può farselo da sé facilmente. Basta avere un recipiente per la cottura a vapore o anche un semplice scolapasta bucherellato. In una grande pentola si pone l'acqua e quando bolle si sospende al di sopra lo scolapasta (se i buchi sono larghi usare un telo pulito) con la semola già ben lavata e imbevuta d'acqua. Si cuoce per 40 minuti senza coperchio, rivoltando ogni tanto la semola. Poi si toglie, si amalgama con alcuni cucchiai di olio, con sale e peperoncino e si fa riposare per 5 minuti. Infine si pone di nuovo nella stessa pentola per altri 20 minuti. Si accompagna a verdure e ortaggi d'ogni genere.


Farinata ligure. È uno dei piatti tipici della Liguria, a base di ceci. Lasciare a bagno per tutta la notte la farina di ceci, dopo aver ben mescolato per evitare grumi. Si aggiunge poi del sale, olio abbondante, aromi, sale e condimenti piccanti, mescolando bene per amalgamare. Si pone il composto in una teglia bassa e si cuoce in forno ben caldo. Si serve tagliata a fette e condita a piacere.


Castagnaccio. È ancor oggi un dolce tipico della Toscana e del centro Italia. Si prepara con farina di castagne (attenzione a quella sofisticata con farina bianca) impastata con acqua, pochi cucchiai d'olio, un pizzico di sale, qualche cucchiaio di miele. Si fanno delle schiacciate tonde che si ornano con molti pinoli e uvetta. Si cosparge d'olio e si inforna a fuoco caldo (200°) per 40-60° minuti.



(ricette tratte da:
Nico Valerio, L'alimentazione naturale. La prima guida completa al mangiare secondo natura con 200 ricette.
Mondadori, Milano, 1980, pp. 317-318. 336).

venerdì 6 maggio 2011

CULTO AD AOSTA - DOMENICA 8 MAGGIO 2011





CHIESA EVANGELICA VALDESE
AOSTA

Via Croix de Ville, 11 
Aosta

Culto di Adorazione e Lode 

Domenica 8 maggio 2011
3a DI PASQUA - MISERICORDIAS DOMINI 
(La terra è piena della benevolenza del Signore - Salmo 33,5)

Culto Evangelico ore 10.30



Predicazione a cura di: Leo Sandro Di Tommaso

NONNI E NIPOTI - GENITORI E FIGLI

Lidia Maggi

Che cosa ho imparato dalle diverse generazioni

Il principio di responsabilità ci chiede di farci carico del benessere delle generazioni future. La cura che i nonni riservano ai nipotini è cifra di questo atteggiamento che ha a cuore un futuro che noi non vedremo. Impariamo da loro questo sguardo largo sulla vita, che è lo stesso sguardo di Dio, con la sua misericordia, lungimiranza e pazienza nei nostri confronti. 



di Lidia Maggi*

Gli anziani, uomini e donne, torneranno a sedersi nelle piazze di Gerusalemme, ciascuno con il bastone in mano per la loro età molto avanzata. Lo affermo io, il Signore dell’universo. Bambini e bambine numerosi giocheranno nelle piazze. Questo potrà sembrare impossibile ai sopravvissuti del popolo d’Israele, ma non lo è per me, il Signore dell’universo. 
(Zaccaria 8:4-6)

Che strana profezia questa. Non ci narra un’utopia, un bel sogno... Piuttosto ci restituisce uno sguardo quotidiano: al posto delle grandi idee - verità giustizia, libertà...- ecco un popolo concreto che vive un sogno quotidiano: la continuità della vita sperimentata nella relazione tra persone di diverse generazioni.
Chiediamoci anche noi cosa possiamo imparare dalle diverse generazioni, da una famiglia abitata anche dai nonni.
I nonni: li incontro alla mattina mentre accompagnano i bimbi a scuola. 
Li vedo, a volte, stanchi dopo aver accudito per tante ore i nostri bambini.
Sono proprio loro che mi ricordano la gratuità dell’amore. I nonni non hanno più l’autorità di genitori. Sono ancora genitori, ma sanno anche che i figli sono volati via. Si prendono cura dei nipoti, ma rispettano le scelte educative dei figli... anche se non le condividono totalmente.

I vecchi amano i nipoti di un amore gratuito
Non riversano su di questi i loro sogni, le loro aspettative, come qualche volta facciamo noi genitori, finendo per essere così esigenti con i nostri figli da farli diventare ansiosi. I nonni accettano e amano i nipoti per quello che sono ed è anche questo amore clemente che aiuta i nostri figli a crescere un po’ più sicuri.
Lo stesso amore gratuito io l’ho incontrato in Dio. Mi libera dall’ansia della performance, mi accetta per quello che sono, mi guarda con clemenza e mi chiede di essere meno severa con me stessa.
Osservo le persone anziane e penso a quel “principio di responsabilità” che Hans Jonas, un filosofo ebreo del secolo scorso, ha formulato come anticorpo per un’umanità a rischio di dissolversi. Proseguendo lungo i sentieri dello sviluppo tecnologico ed industriale l’umanità sembra minacciare le stesse basi della vita umana sul pianeta.
La scienza e la tecnica hanno reso l’essere umano più pericoloso di quanto un tempo la natura fosse per lui. Cosa ne sarà dell’umanità di domani, derubata delle condizioni necessarie per la sua sopravvivenza?

Si è creata una frattura drammatica tra il mondo e l’umanità di oggi e il mondo e l’umanità di domani.
Il principio di responsabilità ci richiama alla solidarietà verso tutte le creature umane di un mondo drasticamente diviso tra poveri e ricchi. Ci richiama a condividere i beni e le risorse, ma questo non basta.
Il principio di responsabilità ci chiede di farci carico del benessere delle generazioni future.
Che tipo di mondo lasceremo ai nostri figli? Ai nostri nipoti? Cosa stiamo facendo per migliorarlo? Il sì alla vita va espresso non solo per i contemporanei ma anche per quelli che verranno in futuro. Un “sì” che si traduce in cura, la quale, come avviene normalmente nelle nostre famiglie, va oltre la logica economica, facendosi carico dei più fragili e dei più vulnerabili.
La cura che i nonni riservano ai nipotini è cifra di questo atteggiamento di responsabilità che non si accontenta di gestire il presente ma ha a cuore un futuro che noi non vedremo, che mette in atto gesti i cui frutti non gusteremo noi, ma i nostri discendenti.
Impariamo dagli anziani questo sguardo largo sulla vita, non schiacciato sull’immediato, capace di andare oltre l’episodico.
E’ lo stesso sguardo di Dio che, nella sua grandezza d’animo, agisce con misericordia e lungimiranza nei nostri confronti e pazientemente prova a convincerci ad uscire dal nostro piccolo “io” ed a farci carico di un mondo creato come cosa “buona” ed affidato alla cura amorevole degli esseri umani.

* Pastora battista

Gennaio 2009

tratto da: www.riformaerisveglio.it

giovedì 5 maggio 2011

UNA PAGINA VALDESE DI STORIA EUROPEA




tratto dal sito: www.chiesavaldese.org

IL LIBRO DEL MESE 

a cura di Giorgio Tourn




Susanna Peyronel Rambaldi, Marco Frattini,
1561 I Valdesi tra resistenza e sterminio in Piemonte e in Calabria,
Società di Studi Valdesi, 2011

La reazione cattolica ai movimenti protestanti in Italia. La resistenza armata nelle Valli valdesi del Piemonte e l’Accordo di Cavour. Il massacro delle colonie valdesi di Calabria

La pubblicazione che proponiamo all’attenzione questo mese è un opuscolo di una sessantina di pagine, edito dalla Società di Studi valdesi in occasione del 17 febbraio, data di particolare significato nella comunità valdese perché ricorda l’emancipazione concessa da Carlo Alberto nel 1848. Il fascicolo in oggetto è frutto di una iniziativa di divulgazione storica significativa iniziata nel 1922, proseguita sino ad oggi, che propone annualmente un tema di riflessione, un personaggio, una vicenda, le vicende di una località. Molto spesso l’argomento si connette con una data particolarmente importante della storia. E’ il caso quest’anno in cui ricorre il 450° anniversario di due tragici eventi della storia valdese: la guerra in Piemonte e la strage in Calabria.
La vicenda si colloca in un momento particolare della storia europea che segue la pace di Cateau Cambrésis nel 1559 con cui si ristabiliva un certo equilibrio fra la Francia di Enrico II e la Spagna di Filippo II uniti dalla necessità di risolvere nei loro rispettivi stati il problema sempre più grave della dissidenza religiosa e la crescente presenza di comunità evangeliche ormai entrate sotto l’influenza della Ginevra calvinista.
Nei due territori, Piemonte e Calabria, pur con notevoli diversità di situazione geografica e politiche notevolmente diverse, i nuclei valdesi insediati da secoli stanno maturando in quel periodo la stessa consapevolezza ecclesiale, passare da movimento di dissidenza medioevale a comunità organizzate secondo lo schema della nuova ecclesiologia proposta dai Riformatori. Al ministerio clandestino dei loro barba, vanno sostituendo una predicazione pubblica dell’Evangelo affidata a predicatori qualificati, formati a Ginevra; per la chiesa cattolica, il cui dominio è incontrastato in quei territori, si tratta, è evidente, di una sfida intollerabile, ma non meno preoccupante è per i sovrani questa presenza "eretica" che lascia intravvedere prospettive culturali di tipo "repubblicano", sul tipo svizzero, poco conformi al tipo di potere assoluto che essi rivendicano.


La repressione è dunque inevitabile, iscritta nei fatti. Le truppe di Emanuele Filiberto, rientrato da poco nei suoi Stati, e quelle del viceré di Napoli si muoveranno verso questi borghi dissidenti con le stesse modalità e le stesse tecniche: saccheggio, violenza, distruzione, l’amputazione chirurgica del tumore della libertà.
Le vicende seguiranno però percorsi opposti e il destino delle due aree sarò diverso. In Calabria Guardia, San Sisto e i borghi vicini conosceranno lo sterminio, di cui sarà simbolo il boia che a Fuscaldo sgozza 88 vittime sulla scalinata della chiesa; in Piemonte la resistenza armata che si concluderà nel giugno del 1561 con la capitolazione di Cavour, dove i valdesi otterranno il diritto di professare in un territorio delimitato delle loro valli il culto riformato.


I due autori del nostro saggio evocano molto sinteticamente gli avvenimenti, documentati in numerose pubblicazioni coeve, e rievocati in molti volumi successivi; sottolineano invece, utilizzando brevi citazioni di fonti, i problemi che stanno alla base delle vicende. Il clima teologico e culturale (stiamo avviandoci verso la Controriforma), la posizione delle gerarchie cattoliche, l’elaborazione della teologia protestante in fase di ricerca. Rigorosa sin qui sul principio della sottomissione all’autorità politica, si trova ora a dover dare risposta all’interrogativo della libertà religiosa, della scelta fra martirio e rivendicazione della verità evangelica, del carattere contingente del potere civile.
Vicende esemplari entrambe che, pur nelle dimensioni ridotte all’ambito di una minoranza, ci portano sul piano dei grandi interrogativi del mondo moderno.





mercoledì 4 maggio 2011