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venerdì 17 giugno 2011

STEMMA VALDESE






CANDELIERE


Di origine ignota, probabilmente in relazione con lo stemma dei conti di Luserna, antichi feudatari della Val Pellice. Compare per la prima volta in opere a stampa del XVII secolo. La candela o fiamma sul candeliere associata alla scritta "in tenebris lux" o "lux lucet in tenebris" è chiaro riferimento al testo evangelico di Giovanni 1,5, dove Gesù è detto luce che risplende nelle tenebre. Le sette stelle che fanno corona alla luce sono un riferimento alla visione dell'Apocalisse 1,16, dove Cristo in gloria tiene nella mano sette stelle che rappresentano le sette chiese dell'Asia in crisi e persecuzione. Con questi due riferimenti biblici i valdesi hanno voluto affermare la loro volontà di fedeltà al Vangelo luce degli uomini e la loro certezza di essere in comunione con Cristo.


(citazione, con modifiche, da: www.chiesavaldese.org)

sabato 11 giugno 2011

AOSTA VALDESE - Culto Evangelico di Pentecoste Domenica 12 giugno 2011










CHIESA EVANGELICA VALDESE
AOSTA

Via Croix de Ville, 11 
AOSTA


Culto Evangelico di Adorazione e Lode 

Domenica ore 10.30




DOMENICA 12 GIUGNO 2011 
PENTECOSTE



«Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio», dice il Signore degli eserciti



(Zaccaria 4,6)


Predicazione a cura del 
pastore valdese Maurizio ABBA'

venerdì 10 giugno 2011

SPIRITO SANTO: FORZA CONCRETA DI GIOIOSA LIBERAZIONE

Vieni Spirito creatore.
Il mondo è stato creato per opera tua.
Continua la tua creazione.
Io stesso, come il mondo,
ho bisogno della tua forza che rinnova.
Ricrea ciò che hai creato.
Collega ciò che è inerte.
Ringiovanisci ciò che è vecchio.
Dacci occhi per vedere la luce,
il creato e l'increato.
Dacci la tua forza che produce frutto
e gioia nello spirito e nel corpo.

Sciogli quanto è irrigidito.
Ridà la vita
a chi è intorpidito dall'ansia.
Dona coraggio ai depressi,
speranza agli scoraggiati,
liberazione ai colpevoli,
fede a chi la cerca.

Ai muti dona la parola.
A chi ama una parola d'amore.
A chi è grato una parola di ringraziamento.
A chi cerca la verità una parola di speranza
e a chi non sa come lodarti,
una parola di lode, mio Dio.

Risuscita i morti,
agli stanchi ridona vigore.
Chi è spossato possa alzarsi
e muoversi chi non cammina.
A chi è disorientato
indica una via.
A una vita senza senso
mostra una mèta.

Vieni Spirito Santo, Dio creatore.




tratto da:
Jörg Zink, Come Pregare,
Traduzione di Giuliana Gandolfo,
Claudiana Editrice.

mercoledì 8 giugno 2011

IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

DONACI LO SPIRITO SANTO

Senza lo Spirito Santo
Dio è lontano,
Gesù fa parte del passato
e l'Evangelo rimane lettera morta.

Senza lo Spirito Santo
la Chiesa è una semplice associazione,
l'autorità, una forma di dominio,
la missione, una volgare propaganda,
la liturgia, una manipolazione delle menti,
e la vita cristiana, una morale schiavizzante.

Vieni Signore in mezzo a noi.

Athenagoras





tratto da:


Comitato Italiano per la Cevaa, 
Comunità di Chiese in missione:
Spalanca la finestra
raccolta di testi di fede, 
a cura di Renato Coïsson,
stampato ma non pubblicato, 
Trieste, 2000, p. 25.

lunedì 6 giugno 2011

ACQUE, MONTI, ANIMALI E PIANTE SONO PROTAGONISTI INSIEME A PATRIARCHI, RE E PROFETI DI ISRAELE

Agnes Linder, Viaggio attraverso la Bibbia, Edizioni Borla, Roma, 2008.

Viaggio attraverso la bibbia




Agnes Linder
Viaggio attraverso la bibbia
Le acque di Dio
Dio nei suoi monti
Nel regno degli animali
Le piante di Dio




Casa Editrice: EDIZIONI BORLA

Collana: Opere varie scienze religiose
Pagine: 208
Euro: 20
Anno 2008 

- Edizioni BORLA Via delle Fornaci, 50 - 00165 Roma



L'autore

AGNES LINDER, nata a Budapest nel 1961, ha conseguito la laurea in Teologia biblica nel 2001, completando poi la propria formazione presso la Hebrew University di Gerusalemme. È Professore di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università «Antonianum» dal 2003. Membro dell'Associazione Biblica Italiana, è autrice di numerosi articoli per varie riviste bibliche, ed ha tenuto conferenze di esegesi biblica in diversi centri religiosi italiani e tedeschi.

In copertina: David Friedman, I sette giorni della creazione (cartolina).


Il libro

II libro propone un percorso esegetico e geografico fra luoghi fisici, legati ad eventi biblici, in cui acque, monti, animali e piante sono protagonisti insieme a patriarchi, re e profeti di Israele. Seguendo le tracce del tour divino, queste pagine, oltre ad offrire nuovi spunti di riflessione, intendono, ove possibile, condividere con il lettore una nuova chiave di lettura, attraverso una singolare e personale interpretazione qabbalistica...
I segreti della lingua ebraica sono numerosi e profondi, e di essi si occupa la qabbalà, l'ermeneutica mistica della Torah (i primi cinque libri della Bibbia)...Tra i vari strumenti interpretativi del testo biblico c'è la ghematria...L'alfabeto ebraico consta di sole consonanti ed ha una particolarità tutta sua: è alfanumerico. La ghematria si basa sull'equivalenza tra le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico e determinati numeri interi...L'uso più frequente della ghematria consiste nel porre in relazione parole che possiedono un identico valore numerico. Si scopre che, sovente, esse condividono un significato comune, o mostrano aspetti diversi della medesima realtà... La ghematria, insieme ad altri procedimenti tipici della qabbalà, può mostrare l'incredibile esattezza matematica nascosta nella Torah, e l'importanza e rilevanza del suo messaggio anche nel mondo di oggi...La qabbalà, infatti, si occupa in profondità di numeri e di rapporti simmetrici e qualitativi fra quantità numeriche e concetti filosofici; specula e indaga i risvolti e le implicazioni metafisiche della matematica, trovando nella Bibbia i loro corrispettivi. La scienza attuale pone grande enfasi sullo studio della cosmogonia, cioè della nascita dell'universo, e la qabbalà ha delle risposte a tutto ciò, a volte corroborate dagli stessi risultati scientifici in modo incredibilmente preciso...
La ghematria è logica, ed è semplicemente uno strumento di cui la qabbalà, ossia la conoscenza, se così possiamo chiamarla, si serve per avvicinarsi alla verità più alta...Quello che si deve intendere è che le lettere ebraiche, anche nella loro veste ideografica, sono in realtà porte che si aprono verso mondi superiori; esse costituiscono un ponte tra la realtà virtuale e quella spirituale. Le ghematrie possono essere utili strumenti di indagine, perché stimolano le funzioni intuitive dell'anima, la incuriosiscono e la fanno progredire nella sua ricerca di Dio» (dalla Prefazione).

tratto da:
www.edizioni-borla.it


E-mail: 
borla@edizioni-borla.it






I temi del libro sono stati pubblicati, in forma di articoli, 
nella Rivista
«La Vita in Cristo e nella Chiesa», mensile di formazione liturgica e informazione - Editrice Provincia Italiana Pie Discepole de Divin Maestro
Via Portuense, 739 - 00148 Roma.





sabato 4 giugno 2011

AOSTA VALDESE - Culto Evangelico 5 giugno 2011









CHIESA EVANGELICA VALDESE
AOSTA

Via Croix de Ville, 11 
AOSTA


Culto Evangelico di Adorazione e Lode 

Domenica ore 10.30




DOMENICA 5 GIUGNO 2011 
- 7a DI PASQUA - EXAUDI 
(Signore, ascolta la mia voce! 
Salmo 27,7)


Predicazione a cura di 
Pietro MAGLIOLA
della Chiesa Evangelica Valdese di Biella

VALDESI DI CALABRIA

450 ANNI DALLA STRAGE DEI VALDESI DI CALABRIA

commemorazioni per i 450 anni dal massacro dei valdesi di Calabria, avvenuto nel giugno 1561 per mano delle truppe papali di Pio IV e del cardinale Michele Ghislieri, capo del Sant’Uffizio dell’Inquisizione e futuro papa Pio V. I valdesi erano giunti in Calabria nel corso di ondate migratorie fra il XIV e il XV secolo, che li portarono anche in Puglia e Campania. Per molto tempo gli insediamenti valdesi nel Sud Italia convissero senza grandi contrasti con la realtà locale, poiché almeno in una prima fase non entrarono in aperto disaccordo con le autorità amministrative ed ecclesiastiche. L’adesione dei valdesi alla Riforma, nonché l’inizio di un’aperta attività di predicazione della Bibbia, attirarono, dopo vari e falliti tentativi di conversione, l’attenzione della chiesa cattolica che era ben determinata a mantenere il controllo sulla regione e a reprimere ogni "eresia". Il risultato fu una violenta e sanguinosa repressione in tutta la zona e si calcola che furono trucidate più di 2000 persone nella sola città di Guardia Piemontese, che ancora oggi conserva nella sua toponomastica il ricordo della strage.


Fra gli appuntamenti della commemorazione sono previsti conferenze e spettacoli teatrali. In particolare domenica prossima avrà luogo l’inaugurazione a Guardia Piemontese del Centro di cultura "Giovan Luigi Pascale" ristrutturato dalla Tavola valdese e con un nuovo allestimento a cura del Centro culturale valdese di Torre Pellice; seguirà alle 17.30 un convegno con gli interventi di Francesco Altimari, Maria Bonafede, Renata Ciaccio, Marco Fratini, Beatrice Grill, Cesare Milaneschi, Paolo Ricca. Lunedì 6 avrà invece luogo a Montalto Uffugo il convegno storico dal titolo "1561: lo sterminio dei valdesi a Montalto Uffugo e in Calabria".



Tratto da NEV - Notizie evangeliche dell'1 giugno 2011

ASCENSIONE E PREDESTINAZIONE

Ascensione

articolo
di Giorgio Tourn

"Voi moriste e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio"
Colossesi 3:2

La festa dell’ascensione è quella che più di ogni altra esprime la fede dei cristiani riformati, o dovrebbe essere tale perché è quella che traduce in forma simbolica la dottrina che ha qualificato la loro identità confessionale: la predestinazione. Che dice infatti questa dottrina così controversa e mal conosciuta della fede cristiana che i cristiani oggi considerano un elemento estraneo alla loro fede stessa? Semplicemente ciò che scrive l’apostolo: siete con Cristo in Dio.
Espressione che egli intende naturalmente in senso non letterale perché fino a nuovo ordine i cristiani a cui scriveva e noi che oggi leggiamo non siamo in Dio ma in terra. In senso figurato egli intendeva dire che la nostra realtà esistenziale, la nostra identità il senso della nostra vita e, volendo usare un linguaggio che e molti cristiani risvegliati usano, la nostra salvezza è già con Cristo senza che abbiamo a farcene carico o problema.
Abitualmente la comunione con Dio, la salvezza è vista come il compimento la realizzazione finale ultima e viene proiettata nel tempo futuro, oltre la morte oltre il giudizio e la risurrezione di cui parla il Credo. Non sembra invece essere questo il punto di vista dell’apostolo, quello da cui prende le mosse per le sue esortazioni, non usa infatti il futuro ma il presente, non "sarete" ma "siete".
Potrebbe trattarsi di un accorgimento retorico di un linguaggio figurato, come si fa abitualmente con l’espressione: "per modo di dire"; vi sono però nel Nuovo Testamento altri passi in cui gli apostoli esprimono pensieri analoghi. Basterà ricordare il drammatico colloquio di Gesù con la sorella di Lazzaro narrato da Giovanni nel suo evangelo al cap. 11. Marta proietta la sua fiducia in Gesù oltre la risurrezione finale ma Gesù le risponde "chi crede in me anche se muore vivrà", il che significa non può morire, è collocato al di fuori, oltre la morte.
Oltre la morte significa oltre il giudizio, per questo egli aggiunge: "chi crede e vive in me non morirà", affermazione insostenibile se presa alla lettera perché noi si muore, credenti e non credenti, ma nel senso in cui l’intende Gesù significa che la tua realtà umana, la tua identità è già ora buttata oltre l’ostacolo della morte.

Se la mia vita è con Cristo questo significa che la mia identità è collocata attualmente in Dio. Come essere umano sono ciò che egli è stato in vita, non ho da cercare una identità, da costruirla, da inventare, non ho da inventare me stesso ma lasciarmi vivere, lasciarmi essere quello che sono in Cristo.

L’avvenimento così come viene narrato nel libro degli Atti è di difficile comprensione e quasi impossibile da accettare per noi nel XXI secolo. Questo salire al cielo era accettabile e comprensibile allora, nel tempo in cui l’idea che ci si faceva del mondo era quella di un grande condominio con i diavoli in cantina e gli angeli ai piani superiori e Dio all’ultimo (al settimo) con attico, noi uomini si stava al piano terra, sul piano della strada. In questa visione della realtà è facile, anzi del tutto normale, salire e scendere ma oggi che siamo in un universo dove non c’è sopra e sotto, dove il centro è ovunque e il confine forse non esiste, dove va Gesù? In un cielo che non esiste, così come lo pensavano allora.

E' dunque evidente che il racconto di Luca va interpretato, bisogna cioè mettere in chiaro il suo messaggio senza lasciarsi bloccare dal modo di esprimersi, cogliere il contenuto senza lasciarsi condizionare dalla forma.
L’Ascensione fornisce spiegazione a due problemi fondamentali della fede cristiana: il mistero di Gesù Cristo e il senso della vita.
Cosa viene detto riguardo a Cristo? Se anche qui, come in tutta la Scrittura, la parola "cielo" non sta ad indicare un luogo fisico ma equivale a dire Dio, dicendo che Gesù è asceso al cielo significa semplicemente dire che è con Dio, si colloca nella realtà e nella dimensione di Dio.
Se si accetta l’idea dell’incarnazione, cioè della presenza dell’assoluto di Dio nella vita dell’uomo Gesù si comprende che nella logica del messaggio evangelico compiuta la sua missione si chiuda la parentesi della rivelazione e tutto torni a Dio da cui tutto ha preso le mosse.
Nulla di eccezionale, stando naturalmente nel quadro della teologia cristiana, fuori di questa il collegare Gesù a Dio o addirittura parlare di Dio è privo di senso.

Ma qui sorge il primo interrogativo. Tutto torna come prima della sua nascita o è accaduto qualcosa di diverso che ha modificato la storia? Strumento della rivelazione divina, della comunicazione di Dio all’uomo, Gesù come il profeta Elia, compiuta la sua missione, viene rapito in cielo. Qualcosa di analogo a ciò che la religione islamica afferma riguardo a Maometto; scritto il Corano, l’insieme della norma della verità divina, il profeta chiude la sua missione.
Non è questo invece l’impianto del discorso cristiano perché nella predicazione apostolica non è in gioco unicamente la parola del maestro Gesù, il suo discorso, ma la sua umanità. Si tratta non solo di un profeta, di un maestro ma della presenza di Dio nell’uomo Gesù; l’ascensione rimanda a Natale, l’uomo che è nato quel giorno da Maria è assunto nel mondo di Dio.
E' il Gesù della storia quello che ha vissuto con i suoi discepoli 40 giorni (il 40 simbolico del tempo compiuto, il tempo di Dio).
Normalmente si pensa che a costituire il punto di maggior difficoltà nel cristianesimo sia la divinità di Gesù: figlio di Dio, Parola preesistente, seconda persona della Trinità, tutti concetti che danno le vertigini, entrare in quell’ordine di idee è come darsi alle scalate di sesto grado superiore, il Cerro Torre in invernale. Mentre invece sull’uomo Gesù non ci può essere problema alcuno: si tratta di un uomo che ha vissuto la sua religione con convinzione che non faceva niente di male, anzi del bene, e che poi in finale è stato eliminato secondo le logiche della storia da coloro che allora detenevano il potere.

In realtà a far problema è l’umanità di Cristo. Se incarnazione del divino è anche incarnazione o piena espressione dell’uomo, l’ascensione, oltre ad essere la realizzazione finale dell’incarnazione, la chiusura del cerchio è anche l’inizio di un altra realtà, segna l’inizio di un nuovo percorso, significa cioè che l’uomo ha raggiunto il divino; che il contingente è stato assunto dall’assoluto e che l’uomo è situato in Dio, anzi è veramente tale nella sua pienezza e nella sua autenticità solo quando, e nella misura in cui, è con Dio, è collocato nel mondo di Dio, realizza il suo cammino di esistenza nella realtà divina.
E qui si potrebbe aprire una parentesi e fare una riflessione non marginale ma strutturale riguardo alla fede cristiana e domandarci perché l’ascensione ha luogo dopo la morte e più ancora dopo una morte come quella della croce? Non avrebbe potuto aver luogo prima? Non potrebbe questa entrata nel mondo di Dio, questa salita al divino, essere il risultato di una purificazione della vita, un affinarsi dell’anima, una ascesi appunto come insegna tanta parte della spiritualità umana? Perché deve essere l’uomo Gesù al termine dell’esistenza storica, ivi compresa la morte, oggetto dell’ascensione?

Se non proprio per esplicitare il fatto che ad essere situata nell’Assoluto è la condizione umana nella sua globalità, cioè l’umano non il divino nell’uomo, ad essere caricato di senso è il reale non il perfettibile, l’esistente non l’immagine.
Letta con l’occhio dell’uomo religioso l’ascensione è o potrebbe essere l’immagine della ascesa dell’uomo all’Assoluto di Dio, come lo era nell’Antico Testamento l’ascensione di Elia nel suo carro di fuoco. Letta in chiave di fede cristiana è invece la negazione di ogni ascesa, salita, mistica; non si va verso Dio, verso l’Alto e tanto meno quando si crede di trovare l’Alto nel profondo della propria anima, scendendo nelle profondità dell’io. Non c’è da andare da nessuna parte, secondo Paolo si deve stare tranquilli dove si è, dove la vita (o Dio se guardi le cose dal punto di vista della fede) ti ha posto.
Giustamente il testo non usa la parola greca bios ma zoè, la vita non la sopravvivenza, dalla sua bios l’uomo non può trarre altro che la biologia, il biologico, ma la vita nel senso pregnante dell’identità piena è altro, è quello che Gesù è stato per noi.


venerdì 3 giugno 2011

Gesù Cristo: un nodo decisivo della mia esistenza

Incontro con Gesù
Pietro Barcellona,
Incontro con Gesù
(collana L'Eco)
Editore Marietti 1820


Marietti, Genova-Milano, 2010,
pp. 152.


Perché Gesù Cristo mi appare sempre più come un nodo decisivo della mia esistenza, la pietra dello scandalo che diventa pietra angolare, la rottura della linearità del tempo con l’improvvisa irruzione dell’impensato? Ripercorrendo gli strati della mia vita, in questo Incontro con Gesù ho vissuto un’esperienza che non può trovare risposte né sul terreno della filosofia speculativa, né su quello della teologia e della mistica, poiché la domanda su chi sia Gesù non è mai pienamente colmabile.
La storia umana non può essere "salvata" - nel senso della compresione del significato di ciò che accade - senza che il divino innervi intimamente le vicende terrene degli uomini e delle donne in carne ed ossa. Ecco perchè sono stata affettivamente colpito dal Vangelo di Gesù Cristo. La nascita di Cristo è, infatti, una rottura epocale rispetto al tradizionale modo di vedere il rapporto tra divino e umano: il Verbo incarnato, figlio dell'uomo e figlio di Dio, nato da donna, con una maternità affettiva, rappresenta una novità assoluta nel grande dramma della storia umana.

Prefazione di Francesco Ventorino



AUTORE

PIETRO BARCELLONA (Catania, 1936) è docente di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catania. È stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura e in seguito deputato e membro della Commissione giustizia della Camera. È autore di molte pubblicazioni.



tratto da: www.mariettieditore.it

lunedì 30 maggio 2011

dal libro biblico dei Salmi

È bello celebrare il Signore e cantare le tue lodi, 
o Altissimo;
proclamare al mattino la tua bontà, 
e la tua fedeltà ogni notte
(Salmo 92,1-2)

domenica 29 maggio 2011

Culto Evangelico ad Aosta Valdese Domenica 29 maggio 2011




CHIESA EVANGELICA VALDESE
AOSTA

Via Croix de Ville, 11 
AOSTA

DOMENICA 29 MAGGIO 2011 
- 6a DI PASQUA - ROGATE! (Pregate!)

Culto Evangelico di Adorazione e Lode
ore 10.30
predicazione a cura del pastore Maurizio ABBA'
 
a seguire Assemblea di Chiesa






LA VERA GRANDEZZA


Gesù dice: «Voi sapete che i prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi le sottomettono al loro dominio. Ma non è così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore»
(Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,25-26)

sabato 28 maggio 2011

Culto Evangelico ad Aosta Valdese venerdì 8 giugno ore 18.00




Parola e musica
Culto evangelico 
in preparazione alla Pentecoste
con voce della comunità e strumenti concertanti



Organo :     Flavio Desandré - Livio Ferretti
Viola :        Claudia Desandré
Violoncelli : Daniel Curtaz  - Giovanni Gianotti

Musiche di
Vivaldi, Pachelbel , Marcello, J.-S. Bach, F.A. Kummer



Tempio Valdese Via Croce di Città, 11 - Aosta
mercoledì 8 giugno 2011 - ore 18.00 

venerdì 27 maggio 2011

PER UNA PRIMAVERA DELLA TEOLOGIA - INIZIATIVA EDITORIALE FAZI EDITORE



Linee programmatiche della collana “Campo dei Fiori” 

Una piazza di Roma 
❀ Campo de’ Fiori è l’unica piazza di Roma a non avere una chiesa. 
❀ Campo de’ Fiori è il luogo più famoso della Roma pontificia dove venivano allestiti i roghi. 
❀ Campo de’ Fiori richiama col suo nome suggestivo la bellezza della natura. 

Il nome di una collana 
❀ Campo dei Fiori è la prima collana laica di spiritualità e di libera ricerca teologica. 
❀ Campo dei Fiori promuove le opere di tutte le vittime della libera ricerca spirituale. 
❀ Campo dei Fiori guarda alla natura e alla materia come al luogo di nascita dello spirito. 

I capisaldi del programma editoriale 
❀ La libertà della ricerca 
Ha scritto la filosofa e mistica Simone Weil: “Io non riconosco alla Chiesa il potere di limitare le operazioni dell’intelligenza e le illuminazioni dell’amore nell’ambito del pensiero”. Campo dei Fiori intende promuovere (finalmente anche in Italia) una teologia libera, coraggiosa, onesta, attenta anzitutto alla verità intrinseca delle affermazioni e al bene del mondo, e disposta per questo a mettere in secondo piano i vincoli di autorità. 
Autori: Hans Küng, Roger Haight, Leonardo Boff, Carlo Molari… 

❀ La natura 
Ha scritto lo scienziato e teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin: “Materia, Vita ed Energia: le tre colonne della mia visione e della mia beatitudine intima”. Campo dei Fiori intende promuovere una spiritualità non più contrapposta alla naturalità, non più distaccata dal mondo e concepita come sovrannatura che sta in alto rispetto a una natura che sta in basso. Il cosmo naturale diviene al contrario il luogo concreto dove ritrovare lo spirito. 
Autori: Matthew Fox 

❀ Le religioni 
Ha scritto il teologo e filosofo Raimon Panikkar: “Chi conosce soltanto la propria religione non la conosce veramente”. Campo dei Fiori non è alla ricerca di nessun sincretismo e non sogna una nuova super-religione tipo new-age. Sa però che ogni religione rimanendo se stessa non può più sfuggire al dialogo teologico, spirituale e culturale con le altre religioni. Oggi nessuna religione può resistere da sola di fronte al nichilismo che minaccia la coscienza. 
Autori: Huston Smith, Paul Knitter, Yves Raguin 

❀ La capacità della denuncia profetica 
Ha scritto il teologo martire antinazista Dietrich Bonhoeffer: “La Chiesa deve uscire dalla stagnazione, dobbiamo rischiare di dire anche cose contestabili, se ciò permette di sollevare questioni di importanza vitale”. Campo dei Fiori, senza essere in alcun modo una collana contro la Chiesa istituzionale, non esita tuttavia a dare voce alle analisi critiche dei credenti. 
Autori: Ferruccio Parazzoli, Alberto Maggi 

❀ Il primato della spiritualità, compresa la spiritualità laica 
Ha scritto Montaigne: “Ogni altra scienza è dannosa a colui che non ha la scienza della bontà”. Campo dei Fiori intende promuovere una visione dell’uomo che pone al vertice non il sapere, né il fare, ma l’essere: essere uomini forti che coltivano la saggezza del bene e della giustizia anzitutto a livello interiore. Il che vale sia per credenti sia per non-credenti. 
Autori: Michel de Montaigne, Albert Schweitzer, Karl Jaspers, Pavel Florenskij. 

❀ Il senso della tradizione 
Ha scritto papa Giovanni XXIII: “Cos'è la tradizione? È il progresso che è stato fatto ieri, come il progresso che noi dobbiamo fare oggi costituirà la tradizione di domani.” Campo dei Fiori intende coltivare con attenzione e passione il senso della memoria storica. 
Autori: John O’Malley (gesuita), Storia dei papi; Pico della Mirandola, Marco Aurelio. 

❀ La testimonianza personale quale decisivo banco di prova 
Ha detto Gesù di Nazaret: “Dal frutto si conosce l’albero”. Campo dei Fiori intende riprendere con forza il genere classico delle vite esemplari e per questo presenta moderne biografie. 
Personaggi: Dietrich Bonhoeffer, Michele Serveto, Giordano Bruno, Albert Schweitzer, Gandhi.


la scheda del libro:
In principio era la gioia

tratto da:  WWW.FAZIEDITORE.IT